Caro Direttore le scrivo questa lettera… la questione di BENJI & FEDE

Benji & Fede

Caro Signor Direttore,

noi ci conosciamo da tanti anni e una cosa gliela devo chiedere: perché?

Qualche giorno fa lei si è macchiato della grave colpa di aver svelato la presunta data di uscita del nuovo album di Benji & Fede. Le sembrerà un’informazione banale, perché mica stiamo parlando di segreti militari, informazioni protette dallo Stato o la taglia di reggiseno della Marcuzzi, qui stiamo parlando di una cosa davvero seria: la data di uscita del nuovo album di Benji & Fede! Mica pizze e fichi. Si dice così?

Lei, Signor Direttore, non si rende conto che i tempi sono cambiati, non è più come quando avevamo vent’anni noi che aspettavamo Super su Italia Uno per conoscere la classifica musicale e correvamo in edicola a comprare Tutto Musica per leggere i testi a fronte in inglese. Non sono più i tempi in cui le notizie venivano date dai giornali prima e dai portali di informazione poi. Signor Direttore, siamo nella “social era” in cui i ragazzi che fanno musica, si fanno anche da ufficio stampa, addetto stampa, promoter e, dopo il concerto, puliscono anche il cesso del camerino. Perché loro fanno tutto da soli, decidono LORO quando far uscire i dischi e sempre LORO sono quelli che lo dicono alle mucchine.

Una breve parentesi: ma davvero le seguaci di Benji & Fede si chiamano mucchine? Nulla contro le mucche, ma mi sentirei vagamente una macchina da latte ad essere definita tale, alla faccia del fertility day che tutti contestate a muso duro. E i loro fan maschi chi sono, i caproni? A parte gli scherzi, sono stata contagiata da quel bischero di Michele Monina, ma in realtà io sono informata… le fan di Benji & Fede si auto definiscono Dreamers.

Torniamo a noi Signor Direttore: sono ragazzi, se lo faccia dire! Potrebbero essere quasi figli nostri… beh, non miei e suoi insieme, sia inteso, ma sono ragazzi e, se tra qualche anno avranno la possibilità di rileggere questa “polemica” con lei, si metteranno a ridere loro per primi della propria ingenuità. Perché per allora anche il loro viso sarà solcato dalle prime rughe, anche i loro bei ciuffi si diraderanno come quelli del 90% degli uomini e poi, vicino ai 40 se saranno fortunati, arriverà quel po’ di argento a colorarli, come cantava Massimo Ranieri. Guardando verso il basso, dovranno sporgersi in avanti di più per vedere la punta dei loro piedi, finché la sciatica lo consentirà loro. Non parliamo poi della digestione, lo sappiamo benissimo io e lei che mentre i ventenni bevono il mojito, noi ci gustiamo la sana tisana al finocchio che sgonfia la pancia e fa digerire. Ah, quando anche noi avevamo vent’anni e sapevamo che avremmo conquistato il mondo.

Ah, Signor Direttore, ma che glielo dico a fare.

Quei due ragazzi, infondo, hanno abboccato al nostro amo. Non le pare?

Mosca Tze Tze

 

  Sono una mosca. Sono una mosca che ronza sulla musica e sono qui per disturbare. Perché nella musica mica si possono fare solo complimenti… e perché l’ironia ci sta un po’ su tutto. Vivo a Milano da sempre, ma volo ronzando per tutto lo stivale… e pungo! Tze Tze
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