Anche la musica è stata violata: cosa è successo a Parigi?

parigi

Quando anche la musica viene colpita nel cuore, nel suo cuore pulsante, quello che fa incontrare le persone con quelli che l’arte la realizzano, tutto posso fare, tranne che pensare ad altro.

Venerdì ho avuto una giornata distratta, talmente impegnata che non ho aperto facebook, non ho letto le news né acceso la TV… fino a sabato mattina quando, aperto il mio motore di ricerca preferito, capeggiava su tutti un unico titolo: Terrore a Parigi, carneficina al concerto rock.

…e mi ha spaventato ancora di più di quanto già non fossi spaventata da quel famoso 9/11 (come lo chiamano gli americani) quando, mentre ero dal parrucchiere un mese prima della discussione della tesi di laurea, sentii in sottofondo quella notizia convinta fosse il trailer di un nuovo film in uscita.

Da quel momento i luoghi di aggregazione di massa mi hanno spaventato ancora di più. Forse ho visto troppe serie TV (adoro Criminal Minds, per la cronaca) che mi hanno portato a pensare “all’incontrario”, forse sono io o forse è successo è basta, tanto che cambia?, ma da quel momento ho iniziato a pensare, dal basso di chi è consapevolmente ignorante, “ma se questi si accorgono di quanta gente in poco spazio c’è ad un concerto di Vasco, che succede?“.

E forse l’hanno capito… in metropolitana, per quanto impreparati, guardiamo già tutti con sospetto per difenderci dai borseggiatori, per arrivare a lavoro in tempo, per accaparrarci l’ultimo posto disponibile prima che la solita ragazza col culo pesante si sieda prima di noi. Ma nei luoghi di svago abbiamo la mente leggera, pensiamo a goderci il momento e divertirci, siamo leggeri e qualsiasi cosa che interferisca con questa sensazione, fa ancora più paura perché, forse, ci toglie anche la possibilità di sentirci bene. Perché al sicuro non ci siamo sentiamo già più da troppo tempo.

Anche la musica è stata violata e ora non possiamo che avere ancora più paura.

Il mio pensiero oggi è per tutte quelle persone che erano lì, a Parigi e a quel concerto degli Eagles of Death Metal, a tutte le vittime di quello che è successo.

La Mosca Tze Tze

  Sono una mosca. Sono una mosca che ronza sulla musica e sono qui per disturbare. Perché nella musica mica si possono fare solo complimenti… e perché l’ironia ci sta un po’ su tutto. Vivo a Milano da sempre, ma volo ronzando per tutto lo stivale… e pungo! Tze Tze
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