INTERVISTA a FRANCESCA XEFTERIS: I Talent show sono la distruzione della musica italiana?

Francesca Xefteris

I Talent show sono la distruzione della musica italiana?
Quante volte avete sentito questa domanda/affermazione? Noi abbiamo deciso di provarlo a chiedere a chi un talent show lo ha fatto, partendo da Francesca Xefteris.

Nelle scorse settimane su tutti i siti internet di musica, ma non solo, si è parlato ampiamente del caso Jarvis ad X Factor, ovvero la band che, pur essendo scelta per entrare nel programma, ha rifiutato in quanto il contratto era troppo vincolante per loro. La notizia ha fatto il giro del web, ne hanno parlato tutti ma non noi per un semplice motivo: aspettiamo che ci sia maggior chiarezza su una situazione in realtà che appare più complicata di quanto potesse sembrare inizialmente.

Il manager della band ha spiegato le motivazioni dei ragazzi, Andrea Rosi, Presidente della Sony Music Italia ha risposto pubblicamente ed ora l’Associazione dei consumatori chiede testualmente Un’indagine della Procura e dell’Autorità garante per le Telecomunicazioni per violazioni dei termini della gara poiché il – sistema dei talent – ha bisogno di qualcuno che ne controlli la correttezza sopratutto dell’iter seguito dai concorrenti.

Quindi quando la situazione sarà chiarita si tireranno le somme.
Quel che è certo è che mai come in questi giorni si sente ripetere una frase che da diversi anni a questa parte sembra un mantra ormai: i talent show sono la rovina della musica italiana.

Ma è davvero così o ci sono altre sfumature?
Come dicevamo in apertura abbiamo voluto interpellare una ragazza che X Factor lo ha fatto da concorrente nella terza edizione dello show, Francesca Xefteris (Sofia in quell’edizione del programma), una cantautrice e autrice che la sua carriera ha iniziato a costruirla prima del talent e che subito dopo si è rimboccata le maniche per portarla avanti… negli scorsi giorni Francesca ha pubblicato una sua riflessione personale molto interessante su Facebook e noi abbiamo deciso di contattarla per capire meglio alcune cose…

Ciao Francesca, allora partiamo dalla questione spinosa dei contratti di X Factor. Sono davvero così blindati?

Guarda io non conosco come siano effettivamente i contratti attualmente ma, se quello che leggo in rete corrisponde al vero, posso confermarti che noi non avevamo tutti questi vincoli. E´ anche vero che parliamo della terza edizione ed era ancora tutto in crescita, lo show era ancora in fase sperimentale, ora che siamo alla decima è abbastanza chiaro a tutti che se vinci X Factor hai svoltato in un certo senso.

Resta il fatto che io sono sempre dell’idea che se uno partecipa ad X Factor sa perfettamente che non si tratta di opere di bene ma di lavoro e non è che stai andando a “belle chiappe records” ma stai in Sony Music ed è ovvio che Sony cerchi di tirare acqua al suo mulino. È così palese che non c’è nulla di male. Semplicemente La casa discografica fa il suo lavoro.

E l’artista invece come dovrebbe comportarsi?

Dall’altra parte ci sei tu che vorresti fare il musicista professionista e sai perfettamente che oggi fare X Factor e mettere piede in una major può fare tanto per la tua carriera.
Quello che io mi domando sempre quando leggo delle lamentele al riguardo è: Se vuoi fare tanto il musicista perché caschi dalle nuvole? Perché se ti viene data questa possibilità la rifiuti? Ripeto io non conosco i vincoli nuovi (se ce ne sono) ma credo comunque che cinque anni in Sony Music per chi ha 20/21 anni siano una gran bella esperienza che può farti crescere, può procurati contatti ( e noi autori , soprattutto quelli indipendenti come me facciamo tantissima fatica per ottenerli mentre in casa discografica ti sono serviti su un piatto d’argento)…

In pratica io penso questo : non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca e per me se VUOI fare il musicista perché l’hai sempre desiderato più di ogni altra cosa al mondo fai tutto. E quando dico tutto è tutto. Ti misuri con ogni tipo di esperienza. Ci provi.

Una curiosità mia, sempre considerando che i tempi sono cambiati e magari anche le regole, ma questi benedetti contratti hai il tempo di leggerli o ti chiedono di firmarli immediatamente e basta?

Tra superare tutti i provini e accedere ai live passa una cosa come un mese e mezzo. Hai il tempo per informarti per conto tuo : dai contratti standard che si trovano su internet a un paio di consulenze legali con avvocati specializzati in diritto d’autore perché non è che arrivi in Sony senza sapere una mazza ( il vero professionista si riconosce anche per questo ). Tu ci arrivi con un’infarinatura poi al momento della firma sei convocato per una giornata su a Milano e c’è un team di avvocati e lavagnetta che ti spiegano più o meno cosa vai a firmare. Ma il tempo per rivederlo e pensarci su no, non c’è. Per completezza ci terrei a dire una cosa: Sony non mi hai mai creato problemi. E sono stati corretti con me, mi hanno liberato nel giro di pochissimo e mi sono riportata a casa le mie canzoni perché potevano prendersele e tenermi parcheggiata. Ma non è avvenuto nulla di tutto questo. Come ci terrei a dire che non è che le tue condizioni contrattuali restano le stesse se fai il cosìdetto “Botto”. Al contrario migliorano e hai più forza contrattuale .e col tempo addirittura acquisti autonomia. In pratica ? Te la devi saper giocare e scegliere bene i tuoi collaboratori.

Non ti sembra che oggi, nell’epoca del web, si voglia ottenere tutto e nel minor tempo possibile?

Esatto. Io non capisco che cosa vogliono alcuni ragazzi di oggi che vogliono fare musica nel 2016…Vogliono fare musica o semplicemente essere famosi e fare un sacco di soldi ? Io ho sempre pensato che il musicista lo fai se lo sei per davvero . Perché quando si spengono le luci di X Factor ti assicuro che non è facile farlo… tanti si arrendono perché infondo volevano solo essere famosi, riconosciuti per strada, fare soldi subito… io ne ho conosciuti tanti così e quando ho chiesto quanta gavetta hanno fatto mi rispondono : “un anno” oppure “ma facciamo le prove da sei mesi”. Ci credi che mi cascano le braccia?

Ma quindi un talent distrugge o…

Dipende da tanti fattori… dal momento, dall’artista, dai brani.
Ma per qualcuno è stata una mano santa, sono artisti tutt’altro che distrutti.

Io tutto questo astio nei confronti dei talent in generale non lo capisco : lo sappiamo tutti che è un meccanismo crudele perché è pura selezione naturale . Ti legano con contratti per tutelarsi? Stai certo che li useranno solo se sei un cavallo su cui decidono di puntare altrimenti come te lo hanno fatto te lo sciolgono, ovviamente ci si confronta in merito.
Poi se questo ti spaventa, se pensi di non reggere a tutto ciò puoi benissimo scegliere di non farlo. Scegli la carriera di una Levante, di Calcutta etc. (attenzione puoi intraprendere questa strada solo se suoni e scrivi però a mio avviso).
Invece no ogni anno ci sono almeno 100.000 aspiranti pop star ed io stessa resto incollata alla TV quando li guardo. Lo ammetto hanno il loro fascino… ma smettiamola di dire che ammazzano la musica italiana perché questo omicidio è a monte: preferiamo guardare i nuovi gruppi su YouTube e stare a casa a vedere Sky piuttosto che andare a prendere una birra nel pub del quartiere dove suonano ragazzi sconosciuti che però ‘ fanno musica propria… non andiamo più a teatro. Poca gente al cinema …

In effetti io stesso sostengo da sempre che la musica sta in agonia da ben prima del successo dei talent show, successo che, almeno discograficamente è avvenuto a partire dal 2007 con Marco Carta….

Infatti. Prima se non ti facevi almeno 6/7 anni di gavetta tutti ti guardavano con una certa tenerezza ora spunta il ragazzino di 21 anni che dopo un anno di prove in diretta Skype e tre locali pensa di poter costruire un impero. Peggio ancora: ragazzino/ragazzina che non sa manco dov’è il do e non ha voglia di saperlo perché tanto sono gli altri che scrivono le sue canzoni e basta avere la voce e il faccino. Ci sono interpreti di cui non voglio fare il nome che si spacciano per cantautori e non capisco perché : è come se in un certo senso si vergognassero di più essere interpreti. per me interprete e cantautore sono due mestieri distinti ma entrambi dignitosissimi e complementari. Pensa che per me è più difficile interpretare mentre scrivere mi viene così come camminare…

La musica va male al di là del talent… Gente under 18 che non sa una canzone di Battisti per intero. Le radio che passano 10 volte le stesse canzoni. Se ti ricordi nel 1998 per fare un esempio la proposta musicale nelle radio era molto più eterogenea sentivi Britney Spears, gli Smashing Pumpkins, i Gemelli diversi, i Prozac+ nella stessa playlist…

Red Ronnie tra i motivi per cui sostiene che i talent siano la rovina della musica italiana spesso ripete che i talent show creano solo interpreti, esecutori scelti apposta a cui poi piazzare i pezzi dei propri autori mantenendo le edizioni etc… Tu credi che sia questo il vero motivo per cui dai talent emergono più interpreti che cantautori, o che sia un altro?

Il mio X factor era chiaro : prima la voce poi se sai fare il resto bene. Io che di voce non ne avevo tanta pensavo molto ingenuamente di poter gareggiare puntando sul fatto che ero una dei pochi cantautori in gara. Tra l’altro unica polistrumentista della mia edizione. Ho pensato che magari mi sarebbe stata data la possibilità di cucirmi le cover addosso, ma all’epoca non era possibile. Non venivano neanche contemplati tutti i generi: per gruppi si intendevano quelli vocali e non i gruppi in senso di band. I Rappers ? Mai coperti in Rai . Oggi è tutta un’altra storia . Oggi i ragazzi non vengono più ” snaturati ” e si cerca di assecondarli il più possibile. Sono felice per questo. Sono felice che ci siano personaggi come Manuel Agnelli perché da uno come lui si può solo imparare. Oggi finalmente anche i cantautori hanno spazio. Vediamo come va perché ho come l’impressione che si stia di nuovo tutto trasformando… Quindi con Red sarei stata d’accordo al 100% se la formula con gli anni fosse stata sempre la stessa.

Mettendo da parte le radio visto che ormai tutti conosciamo le problematiche al riguardo, qual’è secondo te uno dei motivi per cui sono così pochi gli artisti che riescono a rimanere a galla (e molti altri lo fanno con fatica)?

La velocità. Io soffro tanto la velocità.
Ti faccio una domanda : secondo te può essere credibile uno/a che pubblica un album ogni anno? O un singolo ogni tre mesi? Come fa sto povero cristo a maturare artisticamente se non gli viene data la possibilità e il tempo di farlo?
E questo per l’appunto vale soprattutto per quelli che escono dai talent… sono ovunque e per rimanere sulla cresta dell’onda devono uscire con qualcosa continuamente per mantenere l’attenzione alta. Da una parte questi artisti in potenza non maturano. Dall’Altra si crea un’ostruzione nei canali radiofonici e i cosiddetti ” indipendenti ” non hanno più spazio . Ma tutto questo non è colpa del talent . Il talent è’ solo una conseguenza… O lo specchio di come siamo diventati negli ultimi 10 anni …

 

  La Musica si può averla dentro anche senza saper suonare uno strumento o cantare e a volte diventa parte di te al punto da influenzare la tua intera vita. Ho cominciato a camminare da fan gestendo due Fan Club, ho avuto l’occasione di imparare di più diventando Personal Assistant (di Gianluca Grignani, Niccolò Agliardi e Syria). Ho voluto anche provare l’esperienza on the road del Tour Manager (Barley Arts).Tutto questo per conoscere l’ambiente musicale sotto ogni aspetto e per saper affrontare una nuova sfida: portare avanti interamente un progetto discografico in qualità di produttore ed editore (Eleonora Crupi, Voyeur, Kianka). Recentemente ho voluto anche cimentarmi nella scrittura dando alle stampe per Chinaski Edizioni la biografia non autorizzata "Rockstar (a metà) - Gianluca Grignani". Anni fa, con la chiusura della rivista “Tutto musica”, mi sono sentito orfano di un’oasi in cui la musica veniva raccontata, recensita e approfondita con passione, così mi sono ripromesso che un giorno avrei ricreato un oasi simile per la musica italiana. Da quest’idea nasce All Music Italia.
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