INTERVISTA a BRASCHI: dalla Romagna a New York fino al Festival di Sanremo 2017

Braschi

In occasione del Festival di Sanremo 2017 abbiamo intervistato Federico Braschi, in gara tra le nuove proposte. Potete trovare info sul cantautore romagnolo qui.

Ciao Federico, grazie di essere qui con noi di All Music Italia.

Partiamo subito dal tuo brano in gara Nel mare ci sono i coccodrilli, che affronta un tema delicato e molto attuale soprattutto nel nostro paese, ovvero quello dell’emergenza migranti. Andiamo a fondo del significato della canzone:

Chi sono i coccodrilli? Qual è il messaggio e i valori che vuoi mettere in luce?

Come ti esprimi a proposito della polemica di Matteo Salvini inerente al tuo brano e in merito all’intervento di Crozza sul politico italiano?

Il titolo della canzone l’ho preso in prestito dall’omonimo libro di Fabio Geda, che mi è piaciuto moltissimo. La mia idea era quella di trattare questa tematica così importante in maniera non retorica, ma il più originale possibile. In questo senso i coccodrilli sono i migranti, persone disperate che mettono tutta la propria vita e tutte le loro speranze su un gommone, alla ricerca di una vita migliore. Nella canzone sottolineo come ci siano di fatto due lati del mondo, quello in cui sono nato io e per cui mi ritengo fortunato, e poi un mondo in cui le persone nascono avendo subito esperienze di guerra e distruzione.

Riguardo alla polemica, io credo che ognuno sia libero di esprimere le proprie idee, dove e come meglio crede. Per quanto mi riguarda la politica nella mia canzone non c’entra niente.

La tua vita artistica si divide tra la Romagna e New York, la tua musica è ricca di sonorità internazionali. Quanto l’esperienza negli States ha influenzato la tua musica, e quanto invece conservi della nostra cultura e tradizione?

Essendo cresciuto con il sogno Americano, e avendo vissuto e registrato alcune canzoni negli USA, sicuramente ho subito una grande influenza da quei luoghi. Ho una relazione di amore e odio con gli Stati Uniti, perché sono un posto in cui puoi sentirti accolto ma al tempo stesso rimani un estraneo. Per quello sono contento di vivere in Italia, anche se ho sempre un occhio verso l’America. Ma le mie influenze musicali derivano tanto anche dai cantautori italiani.

Questa sera sarai in gara insieme a Francesco Guasti, Marianne Mirage, Leonardo Lamacchia. Chi tra tutti i concorrenti in gara delle giovani proposte temi di più e con chi avresti il piacere di arrivare alla finalissima?

La competizione non è nelle mie corde, preferisco vedere questa esperienza come una grande possibilità per tutti noi giovani musicisti. Marianne Mirage mi piace e la stimo, credo sia un personaggio molto a fuoco e un’ottima cantante.

 Tra i big c’è qualcuno per cui fai il tifo o una canzone che apprezzi maggiormente?

 Mi sono piaciute in particolare le canzoni di Fiorella Mannoia e di Ron.

 Il tuo album Trasparente, uscirà il 10 febbraio. Il titolo contiene già un messaggio importante, un modo di essere e di vivere la vita, che spesso nel “tran-tran” quotidiano e nella società attuale si perde di vista. Perché hai scelto proprio questa “parola” e perché è così importante per te?

Ho scelto questo titolo perché rispecchia la strada che sta percorrendo la mia vita, in questi ultimi tempi c’è meno nebbia ed è più chiara e trasparente. Si tratta di un disco dal sapore internazionale che ho in cantiere da due anni, farlo uscire dopo questa esperienza a Sanremo è il coronamento di un percorso. E’ un album sofferto nel suo pensiero ma assolutamente solare, rappresenta un momento di riflessione sul mio vissuto,

 Cosa ti aspetti dalla tua esperienza a Sanremo? Cosa ti farebbe dire, una volta terminato questo percorso, “Sono felice”?

Sanremo per me è il coronamento di un sogno, un miraggio, un obiettivo che mi sono prefissato e che sono riuscito finalmente a raggiungere. La sto vivendo con grandissima emozione e cerco di concentrarmi il più possibile per dare poi il meglio nel momento in cui salirò su quel palco. Ma oltre ad essere un punto di arrivo, è anche un punto di partenza; già dalla settimana dopo il Festival tornerò nel mio studio, con la mia chitarra, e ricomincerò da capo, arricchito da questa esperienza.

Ti ringraziamo e ti facciamo un grosso In bocca al lupo. A presto.

  
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