INTERVISTA agli autori – RORY DI BENEDETTO: “iniziare con MARCO MENGONI, non con una ma con 4 canzoni, è stato un sogno realizzato!”

Rory Di Benedetto

Continuano le interviste agli autori della nuova musica italiana realizzate da All Music Italia. Oggi e’ la volta di un altro nome in ascesa, quello di Rory Di Benedetto già vincitore del Festival di Sanremo 2016 nella categoria Nuove proposte con il brano Ora Mai cantato da Lele.

Rory dopo una lunghissima gavetta inizia ad affermarsi come autore a livello nazionale a fine 2015 scrivendo per Marco Mengoni nell’album Le cose che non ho. Da quel momento scrive per diversi artisti e colleziona dischi d’oro e platino come autore. Tra le sue canzoni composte per altri troviamo Parole in circolo, Dove siamo e Ricorderai l’amore per Marco, Infinite volte e Sospeso di Lorenzo Fragola e Ti avrei voluto dire scritta per Federica, Tu ama me e Il Sole alla finestra per Thomas.

Iniziamo l’intervista che, come nostra prassi, prevede le stesse domande per tutti gli autori intervistati.

Quando hai iniziato a scrivere Canzoni?

Ho iniziato molto tardi poiché a 19 anni ho dovuto lasciare la Sicilia per lavorare a Rimini, colpa di questa maledetta disoccupazione e quindi guardavo la musica, il canto e la scrittura come un sogno irraggiungibile infatti sin da piccolo sognavo di poter fare il cantante ed avevo anche un buon orecchio… con la mia piccola diamonica a fiato riproducevo qualsiasi musica ascoltassi in Tv… 
in poche parole ho scritto il mio primo vero brano inedito a 26 anni e sono arrivato nel panorama nazionale a 36 anni… si dice mai dire mai ed io non ho mai mollato… oggi ne ho 38!

Ti ricordi il titolo della prima canzone che hai scritto? Se si è finita in un cassetto in un cestino o l’hai utilizzata?

Nel 2005, una volta ritornato in Sicilia , tramite la mia fidanzata (oggi moglie) conosciuta un mese dopo il mio ritorno incontrai un chitarrista il quale mi sentii cantare ad una serata Karaoke… fu così che misi in piedi un gruppo e scrissi il mio primo brano: “Ti vedo adesso”. 
Purtroppo è rimasto nel cassetto, ma lo stesso cassetto è finito nel cestino!

Quando hai capito che quello di autore poteva essere un lavoro concreto per te?

A dire il vero dovrei ancora capirlo in quanto per me è sempre stata una passione, il desiderio di trasmettere un qualcosa a qualcuno per il semplice bisogno di farlo, ogni emozione crea a sua volta un’altra emozione e non c’e’ niente di più bello e magico. Scrivo con questo ideale ed il fatto che sia diventato un lavoro è una conseguenza avuta da tante esperienze che poi hanno portato a delle opportunità che mi sono state concesse da chi aveva voglia di emozionarsi tramite le mie opere. 
Ogni emozione crea una scintilla e per ogni scintilla ci scrivo una canzone!

Quale nome noto hai sentito cantare per la prima volta una tua canzone?

Marco Mengoni… e non solo una ma bensì 4 tutte nello stesso disco!!!

Sei un autore per Bmg Italy e No Comment opificio musicale, come sei arrivato a questo contratto?

Nel 2013 ad un evento che mi vedeva nelle vesti di organizzatore invitai il discografico A&R Director Sony Pico Cibelli al quale feci ascoltare diverse cose. Dopo qualche giorno mi arrivò una sua telefonata dove mi chiedeva di  scrivere qualcosa pensando a Marco Mengoni e girò tutto il materiale allo staff di Marco, la manager Marta Donà, Bmg e No Comment i quali mi invitarono ad un incontro. Da li iniziò un lavoro di confronto con i miei futuri editori e grazie a Claudia Carboni e Riccardo Loda mi fu proposto il contratto che firmai nel maggio 2015 e così iniziammo i lavori che portarono ad alcuni brani presenti nel disco Le cose che non ho.

Si dice che ogni canzone scritta sia come un figlio ma fino ad oggi qual è la canzone di cui vai più fiero?

La risposta sembra scontata ma vado fiero di tutte perché in ogni canzone c’è sempre qualcosa che ha segnato la tua vita, qualcosa che ha portato ad un percorso, a delle scelte, a dei confronti con l’artista o con altri autori. Ogni figlio è bello a mamma sua!!!

Quale tra le voci della musica italiana vorresti interpretasse un tuo pezzo?

Se devo farne una… Adriano Celentano e Renato Zero…
 ma c’e’ ne sono altre con le quali spero di poter lavorare

Con quale autore invece ti piacerebbe collaborare nella stesura di una canzone?

Generalmente amo il confronto e la collaborazione perché creano uno scambio di pensieri , di mentalità diverse e tutto ciò crea creatività che e’ molto essenziale per sviluppare idee nuove e se devo darti un nome… Tiziano Ferro, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi.

Gli autori delle canzoni non sempre godono della luce che gli spetterebbe, il pubblico è molto concentrato su chi canta. C’è stato un episodio legato ad uno degli artisti per cui hai scritto che ti ha riempito di gratitudine?

Secondo me è giusto concentrarsi su chi canta perché i veri protagonisti sono la canzone e colui che la esegue. Il fatto stesso di vedere un artista che canta un tuo brano mi riempie già di tanta gratitudine, non serve altro. E poi oggi la gente sta diventando anche molto attenta e curiosa di sapere chi ha scritto o co-scritto il brano.

C’è una canzone che hai sentito provinare da qualche artista ma che poi non è finita in un disco che ti ha lasciato l’amaro in bocca?

Si, però poi è finita ad un altro artista ed altre stanno trovando altra luce ;-) Tutto sommato l’amaro poi passa.

Ora che il tuo nome compare spesso in quello degli autori italiani più quotati, scriveresti per un’artista poco noto/a ma con grandi doti interpretative e che riesce ad emozionarti?

Certamente si. E’ bello poter curare artisti emergenti in tutto e per tutto seguendone il percorso insieme dall’inizio. Sono tanti gli emergenti che hanno tanto da dare e dimostrare

Cosa consiglieresti ad un giovane che volesse fare l’autore?

Continua, insisti e persevera! 
Se hai un sogno non dire “E’ solo un sogno”, non svegliarti mai da esso perchè sognare nel mondo reale significa anche poterlo realizzare!

Tre canzoni che non hai scritto tu ma che avresti voluto scrivere?

Ci sono tante di quelle canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana che dirne tre sarebbe troppo riduttivo!!!
 Tutta la nostra musica ha una bellezza stratosferica perché ogni canzone manda un messaggio e ognuno di noi può percepirla a modo suo. W la musica italiana!

 

  
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