Intervista a SIMONE: Io, precursore FELICE della mia vita

SIMONE

Primo contratto discografico con la Bollicine, etichetta storica di Vasco Rossi, un fortunato debutto al Festival di Sanremo con il brano È stato tanto tempo fa, nel 2005 il Festivalbar con Il Mondo che non c’è; e poi ancora Vasco, Music Farm, il DVD Simone Live 05 Alcatraz Milano, 5 album registrati in studio all’attivo ed un sesto appena arrivato: Felice, che se in apparenza di spiegazioni dovrebbe darne poche, con le giuste domande è riuscita ad essere smembrata, ribaltata, invertita, per poi tornare alla semplicità della parola stessa: FELICE.

Questo e molto altro è Simone Tomassini, in arte Simone, cantautore comasco classe ’74 che, proprio in occasione dell’uscita del nuovo album Felice , l’8 marzo scorso, ci ha raccontato qualche aneddoto passato, presente e futuro. L’album è stato anticipato dal singolo Solo cose belle, un singolo che per Simone rivela un vero e proprio cambiamento nel modo di vivere:

“Ho resettato la mia vita – racconta – e ora la mia visione è solo ottimistica: anche nelle difficoltà voglio cogliere solo gli aspetti positivi e vedere solo cose belle” – Simone

Hai dichiarato di vedere solo ottimisticamente la vita, ma c’è stato un episodio, un avvenimento in particolare che ha contribuito a questo cambiamento?

Sì, LA NASCITA DI MIA FIGLIA CHARLOTTE HA CONTRIBUITO AD ACCELERARE IL MIO NUOVO rinnovamento e il mio MODO DI VEDERE LA VITA. Devo dare a lei l’esempio e farle capire che questo è un bel mondo se viene colorato coi pastelli dei bambini.

Proprio sulla scia di questo cambiamento, come mai la scelta di riarrangiare le tracce “È stato tanto tempo fa”, “Il mondo che non c’è” e “Niente da perdere” e “Giorni” scritta con Vasco Rossi, non creando quindi una netta scissione tra il vecchio e il nuovo Simone?

Simone sono sempre io, non ho mai rinnegato nulla di tutto ciò che ho fatto. Mi piaceva l’idea, insieme al mio produttore Aki, di riarrangiare brani che mi avevano dato tanta popolarità e visibilità. Sono solo cresciuto con la consapevolezza che devo tanto al pubblico e alle persone che mi hanno comprato e che continuano a comprare i miei dischi.

Sempre rimanendo sull’album, tra i brani incisi ce n’è uno che avresti voluto presentare sul palco dell’Ariston? Ti piacerebbe tornare a Sanremo?

Sì, avrei voluto portare 1928, la canzone che chiude l’album e che parla della vita di mio nonno a cui ho dedicato l’album. Mio nonno si chiamava FELICE. Era un esempio per il modo di vivere la vita. Non l’ho mai visto incazzato. Era proprio Felice, di nome e di fatto...

In passato hai avuto modo di rapportarti con un immenso Vasco Rossi, con album alla mano e tutte le aspettative e consapevolezze che ne conseguono, al fianco di quale artista e su quale palco ti piacerebbe presentarlo al grande pubblico?

In realtà ho avuto la fortuna, l’onore e anche l’orgoglio di collaborare con il numero uno che è Vasco. Ho scritto anche “giorni ” con lui . Oggi voglio camminare da solo con le mie gambe. Non so dove mi porteranno, ma ogni mattoncini sarà una grande soddisfazione per me .

In passato hai già scritto per/con Paolo Meneguzzi e Dennis Fantina. Hai in programma altre collaborazioni?

Con Pablo (Paolo Meneguzzi) c’è un’amicizia profonda , fraterna. Mi piacerebbe ricollaborare con lui… E non è detto che non ne stiamo già parlando.

Cosa ne pensi dei talent show, tu che hai partecipato quando eri già famoso (nda Music Farm, nel 2005)? Cosa ti rimane, più di 10 anni dopo, di quell’esperienza?

Beh music farm era completamente e concettualmente diverso da tutto ciò che c’è in giro oggi . Vuoi sapere davvero cosa mi è rimasto? Il fatto di essere stato un precursore anche lì.
In un periodo in cui tutti gli artisti schifavano la TV io ho avuto il coraggio di mettermi in gioco da subito. Adesso anche per un minuto di TV c’è chi ammazzerebbe la mamma. Io oggi preferisco leggere una fiaba a mia figlia e scrivere un brano . Penso che i ragazzi che si presentano sono tutti troppo bravi, intonati , fighi, ultra fotogenici. La cosa che non hanno e che io ho a quintali è la gavetta, i palchi , dal più piccolo al più grande. Ecco perché poi si perdono…

Nella musica si sta assistendo sempre di più ad un dualismo: da una parte i giovanissimi figli della rete o dei talent show (ad esempio Benji e Fede, Alessio Bernabei) e dall’altra quelli con un percorso più tradizionale che, a 30 anni passati e tanta gavetta, sono i “giovani” (vedi Ermal Meta che ha partecipato al Coca Cola Summer Festival tra i giovani e Francesco Gabbani vincitore tra le nuove proposte del Festival di Sanremo). Intanto quelli che vendono dischi sono sempre i soliti nomi noti. Qual è la tua idea?

Mah la mia idea rimane sempre la stessa:
Le canzoni! Senza canzoni non vai da nessuna parte. Fai un boom che dura qualche mese, magari qualche anno, poi sparisci per il concetto musical-discografico che si ha oggi. Personalmente lascio molto volentieri parlare le mie canzoni per me. Ho girato il berretto come faceva stallone in over The top . Non ho bisogno di apparire io. Voglio che siano le mie canzoni a parlare per me.

Quest’estate sarai in tour, farai dei concerti?

Si ho un po di date. Cerco di non fare più i tour devastanti ed estenuanti degli altri anni. Ho una decina di date estive e sto pensando tanto anche all’estero. Lì mi piacerebbe provare a mettermi in gioco . Sarebbe un nuovo percorso e una nuova sfida.

Ma in definitiva, cosa rende davvero felice Simone? Quali sono le cose belle della sua vita?

Mia figlia, la mia vita, le mie canzoni, la mia famiglia e i miei amici attuali dopo aver fatto un po di “pulizia” anche lì. Il resto può attendere 🙂 . E lo capirete ascoltando “Felice” . Oggi non ci accorgiamo di quanto tempo spendiamo dietro alle cose inutili e alla ricerca di quello che vorremmo avere senza accorgerci di guardare il mezzo bicchiere pieno che si ha come dico in “Solo cose belle”. Auguro a tutti una vita felice perché è ciò di cui tutti abbiamo veramente bisogno!

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Per tutti i fan e curiosi di sentire live il cambiamento di Simone, ricordiamo che venerdi 29 luglio sarà in concerto nella sua città, Come, nella splendida cornice del “Salotto di Como (Piazza Cavour). Inizio alle ore 21:00.

  Una mente intuitiva e razionale per un corpo istintivo e cosmopolita. Italo-tedesca trapiantata a Milano since 1991, imparo a scrivere prima ancora di camminare: inizio ad usare di nascosto la macchina da scrivere di mia nonna e battuta dopo battuta capisco che quel tic-tic-tic sarebbe diventato il mio suono preferito. Intraprendo la carriera universitaria in ambito comunicativo-giornalistico per perseguire il mio sogno. Cresciuta a pane e rock'n'roll da una mamma hippy approdo ad All Music Italia nel maggio 2015. Una biondina cinica e determinata un po’ Carrie Bradshaw, un po’ Miss Fletcher.
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