INTERVISTA a DENNIS FANTINA: “The Voice? Brano proposto dagli autori. Puntavano sul fattore MENGONI”

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Questa sera andrà in onda la prima puntata delle battle, la seconda fase del format The Voice of Italy, che la scorsa settimana ha fatto molto parlare sul web per l’esclusione di Dennis Fantina, vincitore di Saranno Famosi, presentatosi sul palco del talent di Rai Due per conquistare almeno uno dei quattro coach ma tornato presto a casa.

All Music Italia lo aveva già sentito poche settimane prima della messa in onda della blind audition, per un’intervista molto cliccata (clicca QUI per leggerla) in cui Dennis spiegava cosa lo ha spinto ad accettare l’invito degli autori di The Voice. Subito dopo la puntata di mercoledì scorso, lo abbiamo raggiunto di nuovo al telefono per farci raccontare, a caldo, tutte le sensazioni su questa avventura…

Ciao Dennis, ci ritroviamo qui su All Music Italia dopo qualche tempo. Aspettavamo di vedere la tua blind audition da diverse puntate e finalmente mercoledì 25 marzo è andata in onda. Sei soddisfatto del montaggio del pre-esibizione e della performance? Avresti potuto fare di più?

Devo dire che il montaggio è stato tutto bello, mi è piaciuto tutto. Sono ovviamente dispiaciuto per com’è andata, ma sono contento di come ho cantato, mi sono riascoltato e non ho sentito grosse sbavature. Ho fatto tutto il possibile per non rovinare la canzone di un grande artista.

Credo di aver portato il brano, molto difficoltoso, al mio umile livello e penso sia stato giusto aggiungere sia un tocco pop che un tocco metal o rock che dir si voglia. Tanti artisti alle blind hanno cantato dei brani rivisitandoli, cercando di arrivare, tramite i generi, a più giudici possibili. Chiaro, non avrei potuto rappare per tentare ti colpire J-Ax perché non essendo un rapper non saprei nemmeno come fare!

Nella nostra precedente intervista non hai potuto rivelarci il brano presentato in puntata. Ora, sapendo che hai cantato “Credimi ancora” di Marco Mengoni, ammetto di comprendere perché citasti proprio lui…

Il riferimento era voluto, anche se forse è stata una cavolata perché nonostante mi sia spiegato c’è chi non ha capito. La gente percepisce solo quello che vuole, comprendo anche che i fan di qualsiasi cantante partono in quinta. Non hanno capito il senso della mia affermazione, sono stato attaccato su Twitter. Ad esempio una fan mi ha scritto “Ma come, parli male di Mengoni, dici che non ti saresti girato se uno avesse portato una sua canzone e tu ne porti una?“. Dopo varie spiegazioni chi mi ha attaccato ha capito.

Non ho detto che se qualcuno avesse portato un brano di Mengoni io non mi sarei girato, ho detto che se fossimo stati io in giuria e lui sul palco io non mi sarei girato. Lo ribadisco, a me il modo di cantare di Marco in certi brani, che comunque reputo belli, non fa impazzire, quando canta Guerriero invece fa paura, in senso positivo naturalmente. Alla fine i pezzi sono i suoi, e lui li canta così, nelle mie parole non c’è un attacco a lui, anzi, massima stima da parte mia perché sta facendo un percorso artistico allucinante.

Mi torna alla mente la blind audition di Giovanni Scardamaglio, un concorrente del Team Facchinetti. In quell’occasione Francesco gli disse: “Se canti Mengoni non puoi non entrare nel #TeamFach“… non è stato lo stesso con te però.

Eh sì, mannaggia alla sfiga mi viene da dire! (ride, ndi).

Nella scorsa intervista mi dicesti anche di aver presentato agli autori addirittura 14 brani. Quali scegliesti?

Portai un pezzo di Mango, uno di Zarrillo, gli Aerosmith, Francesco Renga, U2, Robbie Williams… anche L’essenziale di Marco Mengoni!

Ah però… torniamo sempre lì (rido)

Gli autori mi chiesero proprio di preparare L’essenziale per la blind audition, erano abbastanza puntati sul “fattore Mengoni”. L’avevano sentita, gli era piaciuta, però secondo loro avrebbe funzionato meglio Credimi ancora, perché ha “più tiro”, mi spiego?

Sì, è più potente musicalmente, più ritmata, acchiappa di più insomma.

Esatto. L’essenziale è un pezzo bellissimo però probabilmente Credimi ancora nel poco tempo a disposizione in tv arriva di più. Io ho accettato il consiglio degli autori perché come ti avevo già detto nell’intervista precedente non volevo fare il rompipalle, lo spocchioso e accampare pretese.

Ti dirò, sia nel pre-esibizione che nel confronto con i giudici a mio parere sei venuto fuori in maniera esemplare, hai affrontato il tutto con estrema umiltà.

Sono contentissimo di come è andata in onda la mia esperienza, me la sono goduta. Per quanto riguarda i commenti dei giudici, mi è piaciuto ciò che ha detto Francesco Facchinetti, perché si è ricordato di me, di ciò che abbiamo fatto assieme professionalmente. Un po’ di meno la battuta di J-Ax

A cosa ti riferisci?

Da interprete di vari brani di Michele Zarrillo, che tra l’altro ha scritto anche un pezzo per me (Se l’amore ha scelto noi del 2002, ndi) mi sono rattristato quando J-Ax, dopo che Francesco ha ipotizzato che forse sarei passato cantando un pezzo di Zarrillo, ha commentato: “Il problema è che nessuno vuole sentire Zarrillo, neanche Zarrillo“. Non è una cosa carina da dire a un collega e ho letto molti commenti di persone che la pensano come me su questa cosa, non devo aggiungere altro.

Avendo avuto la possibilità di cantare un pezzo scritto da Zarrillo, e anche uno da J-Ax (Pagherai del 2007, ndi), mi ha fatto uno strano effetto vederli in correlazione in un episodio che reputo triste.

Ci sono stati due tweet che hanno fatto molto discutere in rete, quelli di Fiorello che ha tweettato “Dispiace per Dennis… #TheVoice” e “Le canzoni di Mengoni le più cantare solo @mengonimarco #TheVoice“. Come li hai presi?

Come ho già risposto a Fiorello, e automaticamente a Marco Mengoni dato che era citato nel tweet, anche se dubito avranno letto vista la mole di gente che scrive, sicuramente ha ragione nel dire che i brani di Mengoni può cantarli solo Mengoni, così come i brani di Baglioni può cantarli solo Baglioni, e i miei brani posso cantarli solo io.

Beh, permettimi di dire che non è sempre così, ci sono casi di canzoni interpretate da altri artisti e il risultato è meraviglioso, quindi non sono d’accordo con quest’affermazione…

No aspetta, non sto dicendo che chiunque canti la canzone di un altro la canti male. Il caso più eclatante è Michael Bublè che fece il suo primo album con le canzoni più famose degli anni ’50 e non mi sembra che le sue reinterpretazioni siano brutte.

Non riesco a seguirti allora…

Io parlo letteralmente per quello che c’è scritto nel tweet. Solo Mengoni può cantare le canzoni di Mengoni? Sì, è vero, perché le canta nel modo giusto, sono state scritte per lui o da lui in quel modo. Non ho detto che ogni cover sia un esperimento peggiore, o migliore e poi non potrei neanche dirlo… non ho mai ascoltato una cover di un brano di Mengoni.

Chiudendo il discorso Fiorello, mi fa piacere che quando mi capita di fare qualcosa di grosso lui sia sempre presente. Ricordo che quando feci Saranno Famosi, durante una conferenza stampa, mi contattò via telefono per complimentarsi con me e il giorno dopo su internet e i giornali uscirono titoli che menzionavano questa cosa, così come stavolta escono titoli che parlano dei suoi tweet a me.

So che c’è anche un’iniziativa a lui legata che vorresti concretizzare…

Sì, gli ho chiesto se è ancora valido il suo invito a Edicola Fiore, chissà se mi risponderà.

Oltre al commento di Fiorello hai ricevuto i complimenti di Monica Hill, che tu avevi citato come una delle tue voci preferite passate da Amici e che si è esposta spendendo belle parole per la tua esibizione tramite i suoi canali social. Hai ricevuto il feedback di altri colleghi?

Mi ha chiamato prima di tutti Ronnie Roselli, il regista del video de La Zumbada e Natale sarà con il quale collaboro spesso, subito dopo ho sentito Monica, poi due/tre colleghi… sto parlando di musicisti e artisti, non vip. Perché poi dovrebbero chiamarmi i vip per complimentarsi con me? (ride, ndi).

Non so, siccome hai avuto una lunga esperienza, anche a Radio Italia, pensavo avessi qualche contatto.

Ho sentito uno speaker di Radio Italia, un paio di amici tecnici e anche un collega di Francesco Facchinetti, la voce di Radio Kiss Kiss Pippo Pelo, che si è detto dispiaciuto del fatto che purtroppo Francesco non si sia girato.

Effettivamente è stato un peccato perché i giudici durante l’esibizione hanno mostrato diversi segni di interesse nei confronti della tua voce. Ad esempio Noemi è stata più volte sul punto di girarsi.

Come ho già detto in trasmissione mi fa piacere essergli piaciuto ma evidentemente non gli sono piaciuto abbastanza. Non è un problema, è solo triste dire “Figo, figo, figo” o magari sentire Piero Pelù commentare “Hai cantato da Dio” e poi non girarsi. Peccato, no?

Sì, a volte sembra che aspettino il plauso dei colleghi per schiacciare il bottone. Capita che si dicano fra loro “Ci giriamo o non ci giriamo?”

Ho visto tramite YouTube qualche video di The Voice all’estero, anche se non so in che stato andasse in onda, e ho notato che se qualcuno piace a un giudice quest’ultimo si gira spontaneamente. Lo dico senza polemica, forse il programma per come è studiato qui in Italia, a livello di montaggio e di spettacolo televisivo, prevede più interazione fra i giudici voluta dagli autori, ma in ogni caso non contesto nulla.

Ci sono stati dei commenti, fra i tanti scritti nel web, che ti hanno creato dispiacere o fastidio?

Bisogna esprimersi nel modo giusto. Se penso di aver cantato bene e uno scrive “Hai fatto schifo” mi viene da rispondere “Ma sei sordo?“. Un conto è il parere personale, dire “Non mi sei piaciuto” ci sta, è normale, diverso leggere “Che cosa fai lì?“, “Perché sei tornato in televisione?“, “Vai lavorare“, “Torna dalla tua moglie bona e non rompere le balle“. Questi sono commentucoli da persone ignoranti che lì per lì danno un po’ fastidio ma alla fine, chi se ne frega. Mi rifiuto di combattere guerre d’intelligenza con gente disarmata (cit).

Facciamo un ipotesi: The Voice viene confermato anche il prossimo anno e gli autori ti richiamano. Accetteresti di tornare?

In questo momento non saprei cosa risponderti, sono in un limbo. C’è gente che ancora non ha capito il funzionamento del format e pensa che io non abbia il diritto di presentarmi e debba lasciare spazio alle nuove leve quando in realtà il programma non ti richiede di non essere un personaggio conosciuto. Se alle blind volesse presentarsi, che ne so, Rocco Siffredi, potrebbe farlo!

D’altronde ci sono stati già vari casi: nella prima edizione Danny Losito e Jessica Morlacchi, quest’anno Chiara Iezzi…

Sai cos’è? È troppo semplice attaccare un personaggio pubblico, come Chiara Iezzi, il chitarrista (Fabio Garzia, ndi) o la corista (Sarah Jane Olog, ndi) di Noemi. Io per esempio ho un profilo Facebook e Twitter aperto a tutti, chiunque può entrare e scrivere, e quindi alcuni si sentono in diritto di offendere la mia persona e il mio modo di cantare per partito preso.

È passato pochissimo dalla puntata che ti ha visto in onda ma per caso ti è già arrivata qualche proposta lavorativa?

No. Un sacco di gente è convinta che questa breve esperienza mi porterà a telefonate, progetti e quant’altro ma non è così che funziona. Non sono cinque minuti in tv a farti diventare il telefono bollente. Non so perché ci dovrebbe essere un interesse diverso nei miei confronti rispetto a prima.

L’altra volta titolammo “The Voice mi ha chiamato e io ho accettato per ritrovare visibilità”…

Certo, speri che qualcuno ti chiami. Io ci ho provato ma non è che la visibilità la riottieni con una puntata, questa riapparizione sugli schermi purtroppo potrebbe lasciare il tempo che trova.

Comprensibile. Concludo chiedendoti: i tuoi figli hanno visto la blind? Cosa ti hanno detto?

Il piccolo dormiva, il più grande, di 10 anni, l’ha vista e alla fine mi ha detto “Scusa papà, ma perché non si sono girati?“… “Dovresti chiederlo a loro” gli ho risposto e lui ha ribattuto con “Mah, secondo me non capiscono nulla“.

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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