Situazione radio, tv, discografiche, locali, concorsi musicali… vi prego praticate un’eutanasia agli artisti emergenti (e a me…)!

artisti emergenti

Premessa…
Capita a volte che io e Franco Zanetti, Direttore editoriale di Rockol e figura di riferimento nel panorama dell’informazione (ma non solo) musicale in Italia, ci troviamo a confrontarci via sms o mail su diverse tematiche inerenti il mondo della musica. Come in tutti i confronti tra persone che si stimano a volte siamo d’accordo, altre no.

E questo è successo anche l’altra sera quando, come riportato nell’introduzione di questo articolo scritto da Franco sul suo sito, ho chiesto a lui consiglio; per la precisione cosa fare delle oltre 6.500 firme che All Music Italia ha raccolto con una petizione lanciata ormai quasi due anni fa. Petizione che chiedeva una legge (o un autoregolamentazione) che stabilisse delle quote per la musica emergente da passare in radio come avviene in Francia e in altri paesi.

E´doveroso dire che essendo passati due anni e, rileggendola, probabilmente oggi aggiusterei il tiro su alcune dinamiche che ho focalizzato meglio in questi lunghi mesi. Quello che per me rimane un dato di fatto è che oltre 6.500 persone ci hanno dato credito, 6.500 persone hanno perso tempo a firmare qualcosa in un momento storico in cui per la musica nessuno ha tempo o voglia di muovere un dito; 6.500 persone che, magari non saranno tantissime, ma a me sembrano tutto tranne che poche. Ed io non vorrei deluderle queste persone lasciando cadere qualcosa in cui credo e credono. Tutto qui.

Franco ha espresso la sua opinione al riguardo nell’articolo linkato sopra, opinione che ovviamente non condivido in toto e spiegherò il perché dando seguito a questo nostro dialogo virtuale e divagando qua e là come mia abitudine.

Per me l’idea di poter ascoltare musica emergente (definizione che anch’io ormai non gradisco, ma finché non ne creiamo un’altra per definire chi sta cercando di emergere continuerò ad usare) in radio è qualcosa di scontato… forse è qui che sbaglio, ma credo fortemente che se c’è talento deve esserci spazio. E poco mi interessa se una radio è privata o pubblica, io da buon idealista e amante del giusto mi aspetto questo. Non ad “occhi bendati” certo, ci vorrebbe un omino della radio apposito (tanto non stanno certo a morir di fame come i siti di informazione musicale i grandi network) che ascoltasse quello che arriva e selezionasse quello che di buono c’è o che rientra nelle linee editoriali della sua radio. Il punto è che questo non succede mai. Qualsiasi cosa arriva alla radio senza un “nome”, un ufficio stampa con le palle ( e spesso non serve nemmeno quello) o i contatti giusti non viene ascoltato. In pratica è come se i comunicati stampa che io e Rockol riceviamo non venissero nemmeno letti. Non dico pubblicati tutti, sarebbe impossibile, ma nemmeno letti.
Non lo devo certo spiegare io che oggi molte radio hanno troppi interessi… chi si prende le edizioni dei brani, chi trasmette in cambio di acquisto di spazi pubblicitari e chi chiede addirittura soldi, in questo senso ho ricevuto come tutti spesso segnalazioni o mail in passato. E´giusto tutto ciò? Io continuo a credere di no.

Non ne faccio un discorso di “visibilità uguale sicuro successo o guadagno in vendite”, ne faccio un discorso di… “se non passi in radio non esisti” salvo qualche raro caso dove il web e YouTube ti salvano. Ma il web è ormai talmente sconfinato che non è facile farsi trovare e non credo che tutti gli artisti siano fatti per diventare cantanti/youtuber… c’è chi è portato e chi no, c’è musica che è adatta a questo e musica che non lo è. Però mi piacerebbe sentire qualche bella canzone di emergenti in radio… non dico cinquanta al giorno ma almeno qualcuno e poi che siano gli ascoltatori a scegliere chi merita di essere riascoltato nei mesi a venire. Invece è il vuoto totale. Concordo con Zanetti quando dice che spesso la proposta emergente non è di qualità, ma qualcosa di qualità c’è sempre, basta cercare, ascoltare… perché non mi spiego come mai un pezzo discretamente riuscito di un artista sconosciuto non possa passare in radio e invece il nuovo singolo di Renga che a mio modesto parere è davvero terribile, si.
Qualcuno dice che gli emergenti farebbero scendere gli ascolti e che le radio campano di pubblicità. Per carità ma dubito che con l’ascolto distratto che si fa oggi della radio, inserire qualche emergente nella programmazione, provare a scommettere su qualcuno senza interessi, possa far crollare un network. Che poi questo “servizio” dovrebbe essere “elargito” in primis dalla RAI è un cosa che mi trova pienamente in accordo con Franco.

Anche sulle radio piccole come primo punto di riferimento per gli artisti emergenti sono d’accordo con Franco ma credo che questo venga fatto quotidianamente dagli uffici stampa radiofonici. Ci si rivolge alle radio medio/piccole che spesso sono la salvezza per l’appunto di alcuni emergenti. Ma anche le radio piccole sono delle aziende private come i network e diverse tra esse si stanno adeguando a quello che fanno le grandi. Uno sbocco potrebbero portarlo le web radio anche se per il momento sono ancora troppo “nascoste” all’ascoltatore abituale.
Oggi ci sono molte più possibilità rispetto al passato in un certo senso, è vero… si può mettere in vendita e in streaming la proprio musica da soli, si può promuoverla sul web… ma è come mettere un ago in un pagliaio e per di più del colore della paglia… provate a trovare qualcosa di buono in questo enorme contenitore che è diventato il web, un contenitore, anche in questo caso, in cui la visibilità si acquista molto spesso. Ma prendiamo ad esempio lo streaming, il metodo di fruizione di musica ormai più in voga… tutti quelli che conosco, tutti i ragazzi con cui parlo, mi spiegano che utilizzano lo streaming attraverso le playlist ufficiali… playlist che, quando le guardo, mi sembrano riempite con i soliti nomi. Ora mi piacerebbe molto capire, perché onestamente non lo so, come funzionano queste playlist, chi decide chi inserire e secondo quali criteri perché anche lì, di musica emergente io non ne vedo.

Detto questo mettiamo il caso che io sia troppo idealista, ed è una possibilità concreta, e quindi no, le radio devono poter passare quello che vogliono. Quindi diciamo agli emergenti che, al di là della loro bravura e della bellezza della loro canzone le possibilità di arrivare ad essere ascoltati da una grande (o “media”) radio sono praticamente pari allo zero. DITE CIAO ALLA RADIO. CIAO RADIO. (Oppure proviamo almeno a cercare tutti insieme delle valide alternative).

Tralasciamo la tv che per la musica è già tanto se trova spazio ai nomi noti o la relega in cover in versione mignon da un minuto e mezzo. DITE CIAO ALLA TV. CIAO TV. (E il ciao è proprio un addio in questo caso).

Ci buttiamo sul live. Ma anche lì i problemi sono enormi. Li elenco in random… ci sono pochi locali di musica dal vivo, in questi locali vengono richieste cover o tribute band, i locali non pagano gli artisti o li pagano con pizza e birra, i locali chiedono all’artista quante persone porterà (il problema è che tu gestore di locale fai il tuo lavoro e se vuoi la musica è un servizio in più che dai al tuo cliente compreso nel prezzo delle bevute, non è un favore che stai facendo all’artista)… insomma la famosa gavetta nei locali è quasi impossibile. DITE CIAO ALLA MUSICA NEI LOCALI. CIAO MUSICA NEI LOCALI. (Oppure come faranno Rockol e All Music Italia stiliamo una “White list” in base a segnalazioni accertate di locali che ospitano musica emergente pagando gli artisti).

I concorsi sono un tasto dolente, non a caso io e Franco con i rispettivi siti stiamo cercando di dare il nostro piccolo contributo per segnalare solo quelli che realmente possono dare qualche possibilità concreta ai vincitori. Però il nostro paese è al momento pieno di concorsi musicali che elargiscono promesse e pochi premi utili. Ovvero contratti discografici veri oppure soldi che uno possa investire nella propria musica. Quindi per il momento DITE CIAO AI CONCORSI MUSICALI. CIAO CONCORSI MUSICALI. (Oppure noi che facciamo informazione musicale chiediamo Premi concreti e regolamenti trasparenti!).

Le discografiche ripetono tutte da anni che non hanno più soldi. Non possono spenderne nella promozione e si affidano ai talent anche se gli porti nell’ufficio un talento vero. DITE CIAO ALLE CASE DISCOGRAFICHE. CIAO CASE DISCOGRAFICHE. (Ma voglio credere che quest’ultime possano trovare strade alternative che vadano oltre il talent, il ciuffo e Youtube).

A questo punto, per quanto io sia d’accordo con quello che ripete Franco spesso, ovvero che nessuno obbliga le persone a scegliere questo lavoro e che questo richiede molta fatica e impegno, alla luce di ciò mi vengono due considerazioni. Come possiamo lamentarci se i giovani si rifugiano nei talent show? Dove altro dovrebbero andare?

E´tutto nero, appare tutto senza soluzione tanto che vi prego, ve lo chiedo in ginocchio: “pratichiamo l’eutanasia ad ogni artista emergente“. Sarebbe un atto di clemenza. Anzi già che ci siamo vi chiedo di farla anche a me e a Franco, perché probabilmente nonostante le divergenze di vedute se siamo ancora qua a parlarne e a scrivere di musica (lui da più anni di me), senza esser diventati milionari (Ah, cerchiamo secondi lavori sappiatelo :) ) vuol dire che di base ci accomuna una grande passione, quindi sopprimete anche noi.

In ogni caso la mia domanda alla fine rimane qui sospesa a mezz’aria… Secondo voi cosa ne dovremmo fare con queste 6.500 firme? Magari a questo punto, visto che al Ministro Franceschini io non posso arrivarci, magari Mazza della Fimi o Limongelli Presidente del PMI hanno voglia di ascoltare queste oltre 6.500 persone.

Ps. in mezzo a tutto ciò comunque non siamo esenti da colpe noi ascoltatori di musica. Chi non acquista più, chi non si affeziona più ad un disco, chi utilizza solo YouTube o lo Streaming e gli stessi emergenti che spesso non acquistano musica per primi. Se il mercato non gira non ci sono soldi per investire, questa è la triste e pure realtà, e allora nel lamentarci ricordiamoci anche di questo importante dettaglio.

 

  Cresciuto con la passione per la musica dopo l'adolescenza inizia a frequentare il Music Business. Le sue prime esperienze avvengono nel campo dei fan club, nel corso degli anni ne crea e porta al successo diversi. Col tempo affina le sue capacità in vari settori del campo musicale. Tour manager per Barley Arts, Personal Assistant per Syria, Niccolò Agliardi e, per sette anni, con Gianluca Grignani. Di quest'ultimo scrive anche la biografia Rokstar a metà. Dopo essersi cimentato come produttore con l'ex "Amici di Maria De Filippi, Eleonora Crupi con cui incide quattro singoli portandola a duettare al Mediolanum Forum con Laura Pausini a febbraio del 2014 crea e lancia il sito All Music Italia che, in pochi mesi, diventa una realtà consolidata del panorama dell'informazione musicale sul web, tra i siti leader del settore. Da diversi anni è giudice in diverse manifestazioni musicali tra cui il Coca Cola Summer Festival, in onda su Canale 5.
segui su: