Ieri: rivoglio PIPPO BAUDO a SANREMO. Oggi: non voglio PIPPO BAUDO a SANREMO

pippo baudo

Premessa.
Il sottoscritto è sempre stato un vero fan di Pippo Baudo e sopratutto dei suoi Festival. Fan di quelli veri, talmente fan che nelle scorse settimane avevo pensato di lanciare una petizione attraverso All Music Italia chiedendo che Super Pippo tornasse a dirigere la kermesse l’anno prossimo almeno per un’ultima volta (più che altro per questioni anagrafiche) e, visto che con una petizione siamo riusciti a far drizzare le orecchie a Carlo Conti sulla possibilità di portare Cristina D’Avena super ospite a Sanremo non credo che a Pippo avrebbe nuociuto questa iniziativa.

Oggi invece dopo accurate riflessioni ho cambiato idea e, mi spiace, ma caro Pippo il sottoscritto non crede più che tu possa guidare una manifestazione come il Festival di Sanremo e mi prendo la responsabilità totale di questo mio pensiero.
Perché? Ecco spiegati i motivi.

Leggo proprio oggi un’intervista che hai rilasciato il 20 febbraio a Il Corriere della sera (e riportate poi tra gli altri da Vanity Fair) e mi rendo conto che purtroppo potresti fare più danni che bene al festival in questo momento, e di bene a questa manifestazione ne hai fatto tanto, l’hai resa quello che è nell’epoca moderna al punto che tutti, anche Carlo Conti, hanno riciclato le tue idee… dal DopoFestival alle selezioni dei giovani in diretta televisiva. Ma proprio perché hai creato, non solo sulla carta, ma nei fatti lo slogan “Perché Sanremo è Sanremo“, preferisco ricordare ciò che di bello hai fatto piuttosto che avere impressa nella testa una tua ultima gestione del Festival fallimentare e anacronistica.

Partiamo dalla prima dichiarazione:

I miei Festival erano un’altra cosa. Facevo uno share del 70%. Venivano Madonna, Springsteen, Whitney Houston, Beyoncé, Sting, Elton John, Britney Spears…

Assolutamente tutto vero. Ma i Festival di cui parli li hai condotti negli anni ’90 e all’inizio degli anni ’00 (2002 e 2003 per l’esattezza). Erano un periodo in cui non esisteva il digitale terrestre, ovvero in cui i canali erano quelli che erano e non c’era una moltitudine di offerte di ogni tipo su centinaia di canali diversi che, ovviamente, hanno avuto come effetto quello di abbassare l’ascolto di quasi tutti i programmi televisivi (senza contare Sky arrivato in Italia nel 2003). Anche se prendiamo i tuoi ultimi due Sanremo, quelli del 2007 e del 2008 (ricordando che la cessazione della tv analogica in Italia è avvenuta per legge a dicembre del 2008) gli ascolti non è che fossero alle stelle.
Anzi facciamo una cosa, vediamoli nel dettaglio i dati dei tuoi Sanremo prendendo come dato la media complessiva delle serate.

Se prendiamo i Festival da te diretti e condotti negli anni ’90 le percentuali di share variano attorno al 58% ed il famoso share del 70% lo hai sfiorato solo un anno, nel 1995… precisamente il 66.42%.
I tuoi ultimi quattro Sanremo invece, quelli degli anni ’00 hanno ottenuto queste medie di ascolto…

2002 11.479.000 share 54.02%
2003 8.888.000 share 43.44%
2007 9.731.000 share 48.07%
2008 6.812.000 share 36.56%

I dati anche in questo caso parlano chiaro. A parte l’ottima l’edizione del 2002 sei stato superato in questo decennio dalle edizione del 2000 (Fazio), nel 2010 (Clerici) e nel 2013 (Fazio). Inoltre nel 2008 hai portato a casa il più basso risultato della manifestazione da quando l’Auditel rileva i dati di ascolto (ovvero dal 1987). Quindi senza nulla togliere alla tua professionalità (hai creato tu del resto la televisione italiana insieme a Mike Bongiorno) diciamo che l’hai sparata un po’ grossa.

Per quel che riguarda gli ospiti nulla da dire, hai portato al Festival il meglio della musica internazionale ma lo hai comunque fatto in un’epoca in cui la crisi economica non solo della Rai, ma dell’intero paese era decisamente meno catastrofica di oggi. Ora è tempo di tagli, la gente non ne può più di enormi spese “inutili” per spettacoli televisivi. Criticano Conti se prende il suo abituale cachet figuriamoci se tu provassi a portare Lady Gaga in Italia tanto per fare un nome. C’è una popolazione senza casa, meglio fare di più per loro che pensare ad un super ospite costoso. Ma andiamo avanti…

E poi stavolta ha vinto una canzone che durerà tre mesi, non di più. Non dovevano trattare così Gigi D’Alessio e Al Bano”

Purtroppo questa affermazione rafforza ancora di più la mia convinzione e dimostra che forse negli ultimi anni anziché fare un aggiornamento al software di sistema, sei rimasto un po’ fermo a quello che ascoltavi ed amavi dieci anni fa.
Io non è che sto dalla parte di Francesco Gabbani a prescindere, anzi dalle mie pagelle sanremesi è noto che il mio podio era formato da Fiorella Mannoia, Michele Bravi ed Ermal Meta (in ordine sparso), però riconosco in Gabbani del talento (con scimmia nuda o senza) e siccome il precedente pezzo con cui trionfò tra le Nuove proposte del Festival di Sanremo nel 2016, Amen, è stata una hit, non mi meraviglierei se anche questo brano lo fosse… visti i risultati che sta raccogliendo in Europa poi… certo non siamo a livelli di vendita di alcuni artisti nati nei tuoi festival quando ancora i dischi si vendevano ma ti ricorderei che in quei Sanremo hanno vinto anche Lola Ponce e Giò Di Tonno (?!?) tanto per non dimenticare…

Su Al Bano e Gigi D’Alessio scusa cosa avrebbe dovuto fare Conti? Salvarli nonostante il voto contrario? Preservarli? Ma allora a questo punto anche la Mannoia non sarebbe dovuta finire al televoto finale contro Gabbani, ma il pubblico e le giurie questo hanno voluto e questo è successo.
Perché guardando le votazioni è vero che la giuria degli esperti (peso 30% sul totale) ha dato solo a questi due artisti da te citati lo o%, ma è anche vero che per quella demoscopica (peso 30%) erano i due artisti col voto più basso (più in giù di loro solo Alessio Bernabei e Ron, anch’esso eliminato) ma anche per il pubblico televotante (e sovrano come direbbe la Ventura) con peso del 40% erano in ogni caso 17esimo e 18esimo. E parliamo comunque di uno dei sistemi di votazione, quello di quest’anno al Festival, sicuramente non perfetto, più equilibrato degli ultimi vent’anni molto probabilmente (composizione della giuria degli esperti a parte).
Forse vuoi dire che non dovrebbero esistere eliminazioni di nessun tipo? Su questo ne possiamo anche parlare, ma non trovo una grossa differenza tra un eliminazione e un piazzarsi agli ultimi posti della classifica. Detto questo ti ricordo che nei tuoi ultimi festival si piazzarono in coda alla classifica gente come Mino Reitano, i Negrita, Amedeo Minghi, gli Stadio, Nada, TiromancinoMario Venuti

Ecco diciamo che alla luce di tutto questo forse dovresti continuare ad ascoltare la bella musica di questi artisti che citi ma, allo stesso tempo, anche aprirti anche a nuovi generi come per esempio il rap che tanto sta funzionando in Italia; questo almeno se è nelle tue intenzioni fare un altro Sanremo che rappresenti tutta la musica italiana. Ma il rap non è propriamente nei tuoi gusti vero Pippo?

Recentemente hai ospitato Emis Killa a Domenica in e per prima cosa hai sottolineato la tua lontananza dal rap affermando:

Oggi il rap lo fanno tutti, l’unico a resistere sono io ma mi faccio contagiare…

Poi magicamente dopo averlo visto esibire, un po’ come successe a Maria De Filippi illuminata da Moreno (si ho detto Moreno) su cosa sia la musica rap, hai affermato in diretta:

Mi ha sorpreso, mi ha colpito positivamente. Non l’avevo mai ascoltato, questa è la mia prima disavventura…

Capirai che difficilmente riesco a credere che tu sia in grado di creare oggi un cast variegato che cerchi di rappresentare tanti generi musicali come ha fatto Carlo Conti in questi tre anni (con vari errori anche lui per carità, vedi la ripetizione di troppi nomi nei suoi cast…).
E poi c’è questo problema che hai nei confronti dei talent.
Hai sempre ammesso di essere totalmente contro questi programmi e di non apprezzare molto gli artisti nati in questi contesti. A maggio del 2016 dichiaravi sempre a Vanity Fair:

Non apprezzo i talent, perché creano talenti a scadenza. Questi ragazzi vengono lanciati e l’anno dopo sono disoccupati, bisogna avere senso di responsabilità in queste cose…

Ora partendo che quello che dici non è del tutto sbagliato. I problemi dei talent secondo me sono altri… in primis il fatto che non esista in Italia alternativa a loro per permettere agli artisti emergenti di farsi conoscere dal pubblico (locali e musica dal vivo a parte, ma parliamo di mondi diversi che richiedono molti anni di lavoro, costanza e perseveranza e non sono adatti per tutti i generi musicali), il secondo è quello di non essere capaci di creare artisti diversi dagli interpreti… niente cantautori, tante belle voci ma non tutte possono resistere al tempo. Però diciamo che qualcosa di buono i talent lo hanno anche scovato (al di là dei risultati di vendita)… Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Giusy Ferreri, Emma ma anche Michele Bravi, Annalisa, Loredana Errore etc…
Certo nella maggior parte dei casi creano talenti a scadenza, su questo hai ragione, ma del resto anche Sanremo, persino nei suoi anni d’oro, lo faceva. Ti ricordi quanti giovani sono passati dai tuoi Sanremo senza riuscire ad emergere? E le varie Antonella Arancio o Raffella Cavalli spinte per più di un annata ma “rimbalzate” dal pubblico?
I talent show esistono in tutto il mondo, spesso con le medesime regole. Quando i ragazzi impareranno a vederli semplicemente come una lotteria, un possibile punto di partenza, allora forse finita l’esperienza, dopo qualche tentativo a vuoto capiranno che è del tutto normale tornare a fare il proprio lavoro, quale esso sia.

Ma tu non tolleri i talent, quindi alla luce di tutto ciò gli artisti che provengono da lì dovrebbero a priori essere esclusi, emarginati. Ecco io credo che, di qualsiasi artista si parli, la musica sia tutto tranne emarginazione, dovrebbe essere condivisione semmai.

Ecco caro Pippo questi qui sopra sono solo alcuni dei motivi che mi hanno spinto a cambiare idea e ad avere forti dubbi su un possibile nuovo Festival di Sanremo affidato a te. Sei un grande artista nel tuo campo e questo è un dato di fatto inconfutabile… però un grande artista dovrebbe anche possedere umiltà e, anziché puntare il dito sui suoi successori, consigliarli… perché di cavolate nei hai fatte anche tu a Sanremo…
Ti ricordo che hai scartato nel 2005 la hit Bruci la città di Irene Grandi (e non conta se aveva un altro arrangiamento, un direttore artistico riconosce una hit anche chitarra e voce) ma anche la meno conosciuta, ma non per questo meno bella, Momenti di Syria nel 2008, una canzone impreziosita da un testo inedito di Sergio Endrigo davvero stupendo, canzone che credo meritasse una platea d’ascolto come quella del Festival (chi volesse ascoltarla la trova qui)… per non parlare di quando hai avuto l’idea di accoppiare Anna Tatangelo e Stragà in un duetto improponibile, su una canzone ancora più improponibile. Ok Pippo… ti perdoniamo anche questo, ma un altro Sanremo forse no.

Ti abbraccio con stima immutata.

 

 

  Cresciuto con la passione per la musica dopo l'adolescenza inizia a frequentare il Music Business. Le sue prime esperienze avvengono nel campo dei fan club, nel corso degli anni ne crea e porta al successo diversi. Col tempo affina le sue capacità in vari settori del campo musicale. Tour manager per Barley Arts, Personal Assistant per Syria, Niccolò Agliardi e, per sette anni, con Gianluca Grignani. Di quest'ultimo scrive anche la biografia Rokstar a metà. Dopo essersi cimentato come produttore con l'ex "Amici di Maria De Filippi, Eleonora Crupi con cui incide quattro singoli portandola a duettare al Mediolanum Forum con Laura Pausini a febbraio del 2014 crea e lancia il sito All Music Italia che, in pochi mesi, diventa una realtà consolidata del panorama dell'informazione musicale sul web, tra i siti leader del settore. Da diversi anni è giudice in diverse manifestazioni musicali tra cui il Coca Cola Summer Festival, in onda su Canale 5.
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