Aspettando il FESTIVAL DI SANREMO ecco tutte le curiosità più strambe sulla kermesse

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Manca solo un giorno all’inizio della 65esima edizione del Festival musicale più amato, criticato, seguito e desiderato d’Italia.
Nell’attesa, sapendo che in quei giorni non si parlerà d’altro, ho pensato di fare un tuffo nel passato… di ripassare un po’ di storia del Festival per scrupolo… perché un direttore per quanto giovane ha comunque sempre una certa età e quindi alcune cose le dimentica.
Considerando poi che All Music Italia festeggerà il suo primo anno di vita con l’onore di essere accreditato fra le testate presenti in sala stampa del Festival di Sanremo diciamo che il ripasso è davvero d’obbligo.

Così, mentre ripassavo, mi sono divertito ad andare a cercare un po’ di aneddoti sul Festival: il cantante con più presenze, la canzone con il titolo più corto… persino quelle con titoli inesistenti…
Leggete pure se volete conoscere cose che nessuno (o quasi) vi ha mai detto sul Festival di Sanremo potendo così fare “i fighi” rivendendo questi aneddoti ai vostri amici!

Per prima cosa sono partito dai titoli delle canzoni. Sì, perché se c’è una cosa che mi fa un po’ storcere il naso è la poca fantasia nella scelta dei titoli dei brani che si compongono. Suvvia, un po’ di originalità! Che poi la gente fa confusione al karaoke, così un ragazzo chiede di cantare Per te (Jovanotti) e si ritrova a cantare strizzandosi gli zebedei in cerca della tonalità quella scritta da e cantata da Paola e Chiara (Sanremo 1998)…
Allora: il record di titolo più utilizzato a Sanremo spetta a Vorrei che è stata portata al Festival per ben quattro volte: nel 90 dal grande Mino Reitano, nel 2003 da Daniela Pedali, nel 2005 da Sabrina Guida (chi?!?) e infine nel 2013 dai Marta sui Tubi… per fortuna i Lunapop non hanno presentato al Festival la loro Vorrei

Ma sapete che sul palco dell’Ariston c’è stata anche una canzone cantata in sei lingue diverse? Incredibile ma vero, si tratta di Grande Sud di Eugenio Bennato che presentò questo brano nel 2008 cantando versi in dialetto di Carpino (Foggia), italiano, napoletano, Swahili, malgascio e arabo. Che dire, complimenti per la memoria!!!

Come dicevo prima cercare titoli originali non è poi così facile, del resto ormai il repertorio italiano conta milioni di canzoni, ma c’è chi ci è riuscito agevolmente semplicemente inventandosi un titolo. Diciamo la verità, qui si gioca facile anche se son lontani i tempi di Supercalifragilistichespiralidoso
Nel 1955 Natalino Otto con Narciso Parigi cantò l’indimenticabile Cì ciu cì e qui ci sta che io chieda alla regia di lanciare un Rvm come direbbe Maria:

Dopo esserci deliziati le orecchie con questo tuffo nel passato vediamo cos’altro possiamo trovare di indimenticabile… nel 1973 Le Figlie del Vento cantarono Sugli sugli bane bane, mentre nel 1981 tal Domenico Mattia intonò Tulilemble. Più recente il caso invece della coppia Francesco Boccia (tra l’altro quest’anno in gara come autore del brano de Il Volo) e Giada Caliendo che ci deliziarono cantando Turuturu che era un qualcosa che ti stava in testa e continuava a fare Turuturu. Venne presa!
Probabilmente nel 2001 la commissione artistica pensava di trovarsi di fronte ad una nuova “senza tempo” del calibro di “ancora ti chiamerà trottolino amoroso du du da da dà“… ma anche no direi, la strada per comporre un tormentone va oltre una frase dal suono particolare.
Da non scordarsi infine anche i Frank Head che nel 2008 si presentarono nei giovani con Para parà ra rara.

Il premio per il titolo più lungo per una canzone sanremese va ad un brano di Lara Saint Paul del 1972 che colma di amore cantò Se non fosse tra queste mie braccia lo inventerei… in vena di poche parole invece il comico Francesco Salvi che nel 1990 presentò una canzone intitolata semplicemente A.

Sicuramente tutti noi, giovani e meno giovani, ci ricordiamo di Gigliola Cinquetti che candidamente ammetteva di non avere l’età per amarlo. Meno timorosa invece la più giovane partecipante al Festival di Sanremo, Alina che a soli 12 anni cantò Piccolo Amore (“è un piccolo amore, non ha le parole, non sa dire che, è grande per me…“). Da lì, credo, capirono fosse giunto il momento di aprire dei nuovi “uffici di collocamento” per baby cantanti e ci diedero pace almeno a Sanremo dirottandoli a Ti lascio una canzoneIo canto. Il cantante maschile più giovane ad aver calcato invece il palco di Sanremo è stato l’idolo di tutte le ragazzine dei primi anni ’80, Luis Miguel che nel 1985 cantava e faceva andare in delirio e in crisi ormonale con la sua Noi, ragazzi di oggi… e per tutte le lettrici nostalgiche che guardano ai Dear Jack con sguardo stranito, chiamerei decisamente un rvm per andare a rivedere Luis.

Ma chi è l’interprete più giovane ad essersi aggiudicata una vittoria al Festival? Semplice: Jessica Morlacchi, leader dei Gazosa, band prodotta da Caterina Caselli che nel 2001 vinse la categoria giovani con Stai con me (forever); Jessica al momento della vittoria aveva solo 13 anni e 228 giorni!
Però in questo caso la vittoria apparteneva all’intero gruppo dei Gazosa, quindi la vittoria come cantante solista più giovane nella storia del Festival spetta a qualcun altro… precisamente a lei… la muchacha troppo sexy, colei che dopo aver gridato di non voler essere considerata un giocattolo o una palla oggi torna a Sanremo finalmente Libera da questi stereotipi maschilisti… parlo ovviamente di Anna Tatangelo che vinse Sanremo Giovani nel 2002 a 15 anni e 58 giorni per l’esattezza.
L’avevamo già citata poco più su, ed infatti se finora abbiamo parlato di vittorie nella categoria Giovani (o Nuove Proposte, Nuova Generazione, Novità, Nuovi… insomma il nome varia in base all’anno e alla fantasia del direttore artistico di turno!), la vittoria per eccellenza di una giovane nella categoria Big appartiene per l’appunto a Gigliola Cinquetti che, nel 1964, vinse il Festival a 16 anni e 43 giorni.

Se finora abbiamo parlato di giovani passiamo al lato opposto agli “anziani”. Lo so, la parola non ha un bel suono ma tant’è che il debuttante meno giovane del Festival è stato il grande Roberto Murolo che vi partecipò per la prima volta nel 1993 all’età di 81 anni e 35 giorni… come si suol dire, non è mai troppo tardi per le prime volte. Eppure l’interprete in assoluto più anziano ad aver preso parte alla kermesse è un altro, e batte Murolo di soli 52 giorni. Nel 2005 infatti Nicola Arigliano all’eta di 81 anni e 87 giorni presentò Colpevole e qui scusatemi ma un altro bel Rvm ci sta tutto…

Sempre parlando di persone “diversamente giovani” c’è anche un vincitore più anziano nella categoria Nuove Proposte. Ebbene sì, ed è per la precisione la star mondiale Andrea Bocelli che vinse infatti il festival nel 1994 all’età di 35 anni e 187 giorni… molto più recente la vittoria tra i Big ad un età “avanzata”: è il 2012 ed il maestro Roberto Vecchioni che, al momento della vittoria con il brano Chiamami ancora amore, aveva 67 anni.

Ma parliamo ora del numero di partecipazioni al Festival: il record è al momento un pari merito tra Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Milva che infatti hanno partecipato al Festival per ben 15 volte. Diciamo che per il momento la Tatangelo è a buon punto per sperare di battere un giorno questo record. Sono 7 infatti le partecipazioni di Lady Tata in soli 13 anni di carriera e, considerando la giovane età, credo proprio che infrangerà questo record entro una ventina d’anni… Mi faccio un appunto al riguardo visto che quando avverrà sarò un po’ avanti con l’età e non vorrei scordarmi di ricordarvelo.

Milva però si aggiudica un record ben più clamoroso, quello del maggior numero di partecipazioni consecutive al Festival: sono ben 9 infatti gli anni in cui la pantera di Goro ha cantato un brano al Festival senza saltare un anno, dal 1961 al 1969. E qui chiedo dalla regia di mandarmi un Rvm per rendere omaggio all’abile penna del recentemente scomparso Giorgio Faletti che firmò il brano dell’ultima partecipazione della rossa cantante al Festival: The Show must go on.

La cantautrice Paola Turci detiene invece il record di partecipazioni nella categoria giovani/nuove proposte/novità. “Fu giovane” infatti per ben 3 volte ed emergente per un anno prima di poter accedere alla categoria big.

Per chiudere questo “curiosario” sul Festival di Sanremo parlerei di numeri…
Sono state 48 infatti il numero maggiore di canzoni in gara e questo avvenne esattamente nel 1989, nell’edizione considerata tra le più disastrose dal punto di vista della conduzione, quella presentata dai quattro figli d’arte Rosita CelentanoPaola DominguinDanny Quinn e Gianmarco Tognazzi. Ora sarei proprio curioso di andarne a rivedere qualche puntata per capire come sono riusciti ad incastrare in scaletta un numero così altro di canzoni. Pensate che invece nel 1977 i brani in gara furono solo 12 in totale… chissà con cosa avranno riempito lo show in quell’anno???
Per quel che riguarda i giovani spesso si sente ricordare con nostalgia dagli amanti del Festival la cura che Pippo Baudo dedicava a loro. Sono infatti quattro le edizioni da record con il maggior numero di giovani in gara, 18 per l’esattezza, e di queste quattro una ha visto alla conduzione Fabio Fazio (2000) e tre il Pippone nazionale (dal 1992 al 1994) che come ben sappiamo detiene il record di conduzioni del Festival (ben 13!)… tornando alla categoria delle Nuove Proposte altro che gli 8 poveri cristi degli ultimi anni costretti oltretutto a battersi in degli assurdi testa a testa per rimanere solo in quattro nella serata finale giusto per lasciare ulteriore spazio ai big. E vabbè…

L’ultima curiosità che vi propongo è quella delle edizioni in cui per un partecipante nella categoria dei giovani vi era la possibilità di vincere la propria categoria e passare direttamente a concorrere nei big.
Sono state tre le edizioni con questo assurdo regolamento: nel 1998 e nel biennio 2005/2006 con la divisione in più categorie (uomini, donne, classic, gruppi e giovani). L’unica a cui è riuscito il colpaccio di vincere nello stesso anno sia il premio di Sanremo Giovani che quello del Festival di Sanremo categoria Big è stata Annalisa Minetti con Senza te o con te.

Bene, spero che queste curiosità vi abbiano soddisfatto… ora il sottoscritto torna al presente preparando la valigia direzione Festival e ripassando i 28 artisti in gara quest’anno. Questo tuffo nei numeri del passato mi ha un po’ confuso.
Ci vediamo a Sanremo.

Il Direttore

AGGIORNAMENTO

Ebbene sì, ero convinto che il più giovane cantante solista ad aver partecipato al Festival fosse stato Luis Miguel… e invece no.
Un nostro lettore, Emanuele L. mi ha fatto notare che il più giovane partecipante in realtà risale al 1987 e si chiama Enrico Cifiello. Quando calcò il palco dell’Ariston aveva solo 13 anni e cantò Un bacio alla mia età. Son sincero, io lo avevo completamente rimosso ma a questo punto mi sembra giusto chiedere alla regia un Rvm pure per lui.

  Cresciuto con la passione per la musica dopo l'adolescenza inizia a frequentare il Music Business. Le sue prime esperienze avvengono nel campo dei fan club, nel corso degli anni ne crea e porta al successo diversi. Col tempo affina le sue capacità in vari settori del campo musicale. Tour manager per Barley Arts, Personal Assistant per Syria, Niccolò Agliardi e, per sette anni, con Gianluca Grignani. Di quest'ultimo scrive anche la biografia Rokstar a metà. Dopo essersi cimentato come produttore con l'ex "Amici di Maria De Filippi, Eleonora Crupi con cui incide quattro singoli portandola a duettare al Mediolanum Forum con Laura Pausini a febbraio del 2014 crea e lancia il sito All Music Italia che, in pochi mesi, diventa una realtà consolidata del panorama dell'informazione musicale sul web, tra i siti leader del settore. Da diversi anni è giudice in diverse manifestazioni musicali tra cui il Coca Cola Summer Festival, in onda su Canale 5.
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