OFFLAGA DISCO PAX (R di Reggio Emilia)

(Reggio Emilia) Offlaga Disco Pax

“Alle Cinnamon e a tutti i compagni caduti / 
bisognerebbe dedicare una piazza /
davanti ad un ipermercato.”

R.
Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo.
Ampia scelta ma si punta dritti a Reggio Emilia e agli Offlaga Disco Pax, qualcuno sa perché (e chiunque li ascolti potrebbe capirlo).

Prendono il nome da un ridente paesello sperduto nella bassa bresciana, dal quale il cantante è rimasto incantato mentre, perso, passava per caso: Offlaga. Il resto l’hanno aggiunto da una canzone dei Mumble e sono partiti, con Socialismo Tascabile (Prove tecniche di Trasmissione) nel 2005, cominciando da subito a vincere premi a destra e sinistra e a calcare l’Italia con quantità spaventose di concerti.

Il cantante non canta, recita. Lo sfondo è elettronico, come poco ci si aspetterebbe davanti a parole così, che descrivono di tutto, sebbene la connotazione altamente politica sia evidente fin dagli esordi, e riescono a muovere sentimenti anche mentre stanno parlando di gomme da masticare alla cannella. Nel 2008 pubblicano Bachelite, dove ancora rievocano un passato incredibile, dove la sinistra dominava e tutto era bellissimo, dove anche farsi sequestrare una vecchia golf poteva essere un’avventura non da poco (o forse può esserlo oggi, per l’immensa capacità di suggestionare dei testi degli Offlaga Disco Pax).

Nel 2012 l’ultima fatica, Gioco di Società, come sempre zeppa di rimandi e storie sconosciute, carica di suggestione, come sempre schierata a sinistra e capace di raccontare storie all’apparenza piccole dietro le quali si celano alcune delle cose migliori che vi siano mai riusciti a raccontare. Sono dei narratori elettronici incredibili, scoprire i loro testi pezzo per pezzo è l’unico modo di rendersi conto quanto siano geniali, emozionanti, in grado di spaccare le barriere che ci separano dal passato per farcelo desiderare oggi più che mai. Introducono personaggi e situazioni che vorremmo aver vissuto e conosciuto, giorni nei quali vorremmo aver militato, paradisi ormai perduti in cui “il Partito Comunista prendeva il 74% e la Democrazia Cristiana il 6%”.

Purtroppo nell’aprile del 2014 è scomparso Enrico Fontanelli, fondatore, tastierista e bassista del gruppo. La notizia ha sconvolto l’Italia meno di quanto ci si aspetterebbe e sicuramente meno di quanto questo grande artista abbia dato alla musica italiana. L’unico modo di rendergli una minima parte del rispetto che merita è ricordarlo con le parole del gruppo stesso: “Ciao Enrico, cercheremo di onorare ogni giorno le infinite meraviglie che ci hai donato nei bellissimi anni che abbiamo passato insieme a te.” Piange il cuore, davvero.

Album consigliato: Gioco di Società (ultimo in ordine di tempo, il più maturo, un ottimo approccio per capirli per bene)
Pezzo consigliato: Robespierre (riassume tutto il loro credo, politico e non, e se si sa di cosa stanno parlando colpisce a fondo)

ROBESPIERRE – OFFICIAL VIDEOCLIP

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  Ingegnere, control freak, appassionato di musica indipendente italiana e molte altre cose brutte. Cose belle ce ne sarebbero, ma non le ricordo mai. Una notte, troppo tempo fa, qualcuno mi ha fatto scoprire la musica nella sua vera natura, in un club non esageratamente affollato di una città affollatissima. Pochi mesi dopo le ripercussioni di quella notte si sono fatte sentire e ho cominciato a scriverne: non credo riuscirei a smettere tanto facilmente, nemmeno se lo volessi. Atterro qui per caso, come sempre, grazie ad un amico con in tasca una proposta molto più che allettante (sulla quale ho riflettuto un po’ perché, come già detto, ho un problema).
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