CALIBRO 35 (M di Milano)

(Milano) Calibro 35

“Uh Ah Brrr”

La M, nient’altro.
Macerata, Mantova, Massa – Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza.
Ci vorrebbe tempo, per la M, ma io vado sul banale: Milano. Loro però, i Calibro 35, di banale non hanno niente, nulla.

Quando la gente chiede “Ma perché ti piacciono così tanto? Che musica fanno?” di solito rispondo secco: loro fanno colonne sonore. Ma non dei film, non solo, loro fanno colonne sonore per tutto e tutti, tantissime volte ascoltandoli in giro nel mondo si ha la netta impressione che siano riusciti a trovare i suoni giusti per il momento che stiamo vivendo. Non cantano mai, a parte qualche vocalizzo e qualche suono emesso senza articolare parole complete (e fidatevi che della voce non si sente la mancanza, tanto sono completi e comunicativi).

Quando nascono vengono da mondi diversi, suonano musiche diverse, e decidono di unirsi per dar vita a Calibro 35 (2008), primo album con brani originali e rivisitati. Poi lo segue Ritornano quelli di… Calibro 35 (2010); anche questo comprende brani originali e rivisitazioni di grandi artisti (Morricone, Ortolani, Ferrio, Torossi, Umiliani) alle quali ridanno voce a modo loro, sempre ispirati da un immaginario collettivo legato ad un passato impossibile da dimenticare.

Vengono ancora Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale (2012) e Traditori di Tutti (2013), mentre i Calibro 35 volano verso un pubblico sempre più ampio. Pubblicati negli USA, in Gran Bretagna, in tutta Europa. Suonano e spopolano al di fuori dell’Italia (l’assenza di cantato, ovviamente, favorisce l’ascolto al di là dei confini). I loro pezzi vengono scelti come colonne sonore di film, non solo italiani.

Sono incredibili, è davvero difficile starli a spiegare: è una musica che credo non possa non avvolgere e rapire, loro la suonano divinamente e la rendono perfetta. Dal vivo sono docili e straordinari, fanno quello che sanno fare senza porsi il problema del dover dare spettacolo, vale la pena di ascoltarli ogni volta che se ne ha l’occasione (se qualcuno vi dice che non gli sono piaciuti, o è un incompetente o non stava ascoltando). Sono autentici ed eccezionali, assolutamente fuori dal comune, e fa bene al cuore ricordarsi che gente e musica così provengono dal nostro paese.

Album consigliato: Traditori di Tutti (non hanno tradito nessuno, anzi, hanno sfornato un album del quale è impossibile non innamorarsi se si ha un orecchio portato alla musica)
Pezzo consigliato: Convergere in Giambellino (scelta come pezzo finale della colonna sonora del film Red, per dare una prova che a chi ha orecchio il talento non sfugge mai, da qui agli Stati Uniti)

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  Ingegnere, control freak, appassionato di musica indipendente italiana e molte altre cose brutte. Cose belle ce ne sarebbero, ma non le ricordo mai. Una notte, troppo tempo fa, qualcuno mi ha fatto scoprire la musica nella sua vera natura, in un club non esageratamente affollato di una città affollatissima. Pochi mesi dopo le ripercussioni di quella notte si sono fatte sentire e ho cominciato a scriverne: non credo riuscirei a smettere tanto facilmente, nemmeno se lo volessi. Atterro qui per caso, come sempre, grazie ad un amico con in tasca una proposta molto più che allettante (sulla quale ho riflettuto un po’ perché, come già detto, ho un problema).
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