A TUTTO POP #18: aneddoti su brani di GIULIANO PALMA, DOLCENERA e GIAMPIERO ARTEGIANI

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Arriva la nuova uscita settimanale della rubrica A TUTTO POP, che diventa oggi maggiorenne, essendo questa la diciottesima uscita. Il viaggio nella musica attraverso il treno condotto dal nostro critico musicale Fabio Fiume, ci porta oggi a ricoprire un successo radiofonico importante quale Se Ne Dicon Di Parole di Giuliano Palma, Mai Più Noi Due di Dolcenera fino a raggiungere la meta lontana del 1984 con Acqua Alta In Piazza San Marco di Giampiero Artegiani.
E riscoprire la musica, conoscere aneddoti è sempre cosa buona e giusta. Buon Ascolto e buona lettura

Giuliano Palma & The BlueBeathers – Se Ne Dicon Di Parole ( 2008 )

Giuliano Palma è probabilmente l’artista italiano con il più sviscerato amore per un tempo musicale andato che è però riuscito a portare con i suoi mezzi a nuove ribalte. La cosa divenne più credibile ancora quando il nostro, assieme ai BlueBeathers non si limitò più a pubblicare cover rivisitate in chiave ska, reggae e soulpop, ma a produrre veri e propri inediti capaci di mettere d’accordo sia le vecchie generazioni che le nuove poco avvezze a questo stile. Se Ne Dicon Di Parole è una delle prime esperienze; contenuto nell’album Boogaloo del 2007, il singolo fu lanciato come terzo estratto dopo le due cover Tutta Mia La Città dell’Equipe 84 e Testarda Io di Iva Zanicchi. In termini di popolarità il brano garantirà a Giuliano ed alla band una rinnovata ed anzi crescente popolarità; tuttavia l’album non riuscirà a raggiungere gli importanti numeri messi via dal precedente Long Playing che aveva portato a casa circa 45.000 copie. Dopo un altro album Giuliano ed i BlueBeathers divideranno le loro strade con il primo che intraprenderà la carriera solista ed i secondi che lo sostituiranno con Patrick Benifei, dal 2016 solista anche lui, tra le rivelazioni degli ultimi periodi.

La frase: “Ogni respiro quanto vale? Non si sa più a chi chiedere. Tra la realtà e l’illusione io scelgo te.
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Dolcenera – Mai Più Noi Due ( 2005 )

L’esplosione della carriera di Emanuela Trane, in arte Dolcenera, la si deve indubbiamente a questa canzone che può essere quella che io spesso nelle mie recensioni definisco la canzone della vita; quella che è talmente forte da cambiare il corso di una carriera, quella che potrai anche non fare più nulla, ti sei guadagnato il posto nel paradiso della memoria collettiva. Fortunatamente per lei Dolcenera ha realizzato tante altre cose buone nella sua carriera e va anche detto che prima di questo brano veniva da un Sanremo vinto a mani basse nella sezione giovani nel 2003 con Siamo Tutti La Fuori. Pare che nel 2005 la cantante avesse presentato Mai Più Noi Due proprio per la kermesse, la prima edizione targata Bonolis ma che questi, con la condivisione del direttore artistico Giammarco Mazzi la bocciò alle selezioni. Non è chiaro se la cosa avvenne perché non ritenuta all’epoca dei fatti Dolcenera sufficientemente big o se perché in quell’edizione si dice che il conduttore non gradisse particolarmente canzoni tristi; certo questa è un po’ tristerrima, ma va anche detto che è bellissima. Mai Più Noi Due ha in sé una forte carica emotiva, amplificata dalla voce che si spacca della sua autrice capace di renderla a tratti molto intima ed in altri quasi un’esplosione di rabbia mista a sentimento di nostalgia per qualcosa che non è più e non può essere più. Ad ogni modo la provvidenza ha fatto si che la signorina Trane venisse scelta per la seconda edizione di MusicFarm dove le sue doti d’interprete, ma anche di concorrente abbastanza scaltra, e tralasciamo pettegolezzi non musicali, le permisero di arrivare molto avanti nel percorso e di sfoderare questo colpo da 90 nella sfida eliminatoria contro Mariella Nava. E fu stupore! Tutti cercavano questo brano ancora non pubblicato tanto che una volta vinta l’edizione del reality musicale, per Dolcenera pubblicare il disco che la conteneva significò il lasciapassare per il successo. Un Mondo Perfetto, questo il titolo dell’album, raggiunse il n° 4 in classifica vendendo nell’arco della sua promozione oltre 140.000 copie.
La frase: “Si, lo so, lo so, lo so che si vede che ho pianto… ma non si vede quanto!

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Giampiero Artegiani – Acqua Alta in Piazza San Marco ( 1984 )

Oggi i più attenti ascoltatori di musica lo conosceranno come autore di canzoni, ultima fra tutte quella legata al ritorno sanremese ( ma anche all’attività discografica ) di Michele Zarrillo, Mani Nelle Mani. In realtà a partire dagli anni 70 Giampiero Artegiani da il via ad una carriera musicale che conosce nella prima metà degli 80 il suo apice. Nel 1983 vince infatti il Disco Per L’Estate ed approda a Sanremo nell’anno successivo tra le nuove proposte dove partecipa con questa Acqua Alta In Piazza San Marco. Artegiani è uno dei favoriti come mi racconta lui stesso, dettagliatamente, per voi:

Che il vento non fosse propizio avrei dovuto capirlo subito. La mia etichetta di allora, la Lupus era troppo piccola per avere al Festival in gara me e poi ospite Pippo Franco con Pinocchio-Chio; l’investimento era tutto per lui che arrivava da successi importanti a livello economico quali Mi Scappa La Pipì e Chicchi Chi Cocco Co. Avrei dovuto capirlo anche dal fatto che mentre io che avevo vinto Il Disco Per L’Estate ero tra i giovani, il Gruppo Italiano che era arrivato secondo aveva avuto un posto trai big. Cercai comunque di vivermela bene, favorito anche da un consenso di sala durante le prove, svolte tra l’altro proprio prima di un ragazzino che era solo, con un ciuffo alla James Dean, senza nessun accompagnatore che poi sarà per tutti Eros Ramazzotti, davanti a giornalisti famosi e colleghi, decisamente altissimo, forse persino troppo. Dietro le quinte si diceva che ero candidato seriamente alla vittoria. Inoltre, notizia curiosa, Pippo Franco assieme a sua moglie era molto legato al mondo dell’esoterico e si muoveva accompagnato da una cosiddetta medium che consultava per ogni decisione. Mi convinse, ed ammetto con scetticismo e risate sotto i denti, a partecipare ad una seduta spiritica per carpire il futuro di quella mia partecipazione. Fu invocato lo spirito di un certo Baal che tra un tremoliccio del tavolino e qualche botta secca senteziò sul mio 45 giri posto al centro che non avrei vinto, ma che sarei arrivato nelle prime posizioni. Quando mi esibì durante la serata ebbi modo poi di rientrare tra le ultime file del teatro ed assistere in diretta alla lettura delle eliminazioni da parte di Pippo Baudo e… ero stato eliminato! Non riuscivo a crederci, pensavo ci fosse un errore, ma era proprio così; contro il parere di tutti, persino dei colleghi, Eros tra gli altri, la mia bella canzone non aveva passato il turno. La sera a cena con l’etichetta riebbi nuovamente davanti Pippo Franco che senza guardarmi in faccia mi disse che eravamo stati vittima di uno spirito burlone!!! Il vaffà era nell’aria ma seppi mantenere un certo aplomb. Comunque la delusione era troppo forte tanto che decisi di tornarmene a casa ed anche in quel caso li, i lungimiranti miei discografici, non mi convinsero a restare e sfruttare la scia che alle radio la mia canzone era piaciuta e che tutti parlavano della mia eliminazione come cosa ingiusta”.

Giampiero Artegiani dopo altre esperienze è diventato un autore cult grazie a Perdere L’Amore, prima affidata a Gianni Nazzaro e poi volata sull’ugola pregiata di Massimo Ranieri. Tra le sue canzoni anche L’Ultimo Film Insieme per il già citato Zarrillo, altre cose per Peppino Di Capri e Roberto Murolo e parte della discografia nota e non di e con Silvia Salemi tra cui la rappresentativa A Casa Di Luca.
La frase: “…i gondolieri non cadono mai, sono uomini ma sembrano dei; gondola vai, quando finisce un amore non serve Venezia né un’altra città.

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  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.