A TUTTO POP #24: aneddoti su brani di ALEX BRITTI, ANNALISA e DR. LIVINGSTONE

Annalisa

Con l’uscita n° 24 della rubrica A TUTTO POP, del nostro critico musicale Fabio Fiume, si continua a passeggiare sulla musica italiana d’ogni modo e tempo. Questa settimana Fabio procede inizialmente per piccoli passi, andando indietro fino al 2013 con uno dei brani di Annalisa tra i più amati dai fans, Alice e il Blu, per poi fare un salto fino al 2011, anno in cui Alex Britti con Immaturi è stato protagonista di una colonna sonora. Infine, il salto più importante, lo si fa poi per l’ultimo brano della rubrica che ci porta fino al 1999 per riscoprire una band interessante di cui però si sono poi perse le tracce, i Dr Livingstone, che qui rilanciamo con la loro Al Centro Del Mondo di cui è proprio un loro membro nonché autore, Andrea Bove, a raccontarci un succoso dietro le quinte dell’unico Festival di Sanremo a cui hanno avuto occasione di partecipare.

Non resta che da ascoltare e leggere…

Alex Britti – Immaturi ( 2011 )

Indubbiamente riconosciuto come uno dei chitarristi più talentuosi, non soltanto italiani, Alex Britti vanta anche una serie di successi importanti a livello commerciale come cantautore, che hanno ricoperto un ampio raggio di destinazione, andando dal tormentone al pezzo serio, dalla “schitarrata” per amici al capolavoro che gli ha chiesto in prestito persino Mina. Questa Immaturi si va a porre esattamente a metà trai tormentoni ed i pezzi seri, perché grazie al fatto d’aver fatto da colonna sonora all’omonimo film di successo è diventata cantatissima per un periodo da tutti, ma a differenza dei tormentoni da spiaggia non è affatto “stupidina” avendo dalla sua la morale, raccontando le difficoltà di crescita dei trentacinquenni/quarantenni d’oggi, sempre in fuga dalle responsabilità ed alla ricerca di un appiglio per attaccarsi ad una giovinezza che non voglion far scappare via. Il singolo fu guida per il primo Best Of ufficiale di Alex, uscito sia in versione album che in dvd con la raccolta di tutti i suoi video, e raccolse le ambite nominations sia ai David di Donatello che ai Nastri D’Argento, poi però non raccolti. Vien da sé che il video del pezzo richiami sugli scudi interpretativi gli attori del film, da Ambra a Luca & Paolo, da Barbara Bobulova a Ricky Memphis.
La frase:…siamo un pò immaturi come il sole verso l’alba che fa luce ma non scalda”.

Alex Britti

Annalisa – Alice e il Blu ( 2013 )

Secondo singolo estratto dall’album Non So Ballare dello stesso anno, questa Alice e il blu pur non essendo certo un brano che spicchi per doti radiofoniche è in realtà tra i più amati dai fans della cantante savonese. Il blu più volte richiamato nel testo della canzone ha varie valenze: è sia il gatto ( quello di Annalisa realmente si chiama Blu ), sia lo spazio, il punto di arrivo, il sogno della protagonista della canzone. Tra l’altro Annalisa non ha fatto mistero che il suo gatto Blu è in realtà un trovatello che lei stessa aveva salvato durante una tappa siciliana del suo tour precedente. E’ questa una canzone che dietro una parvenza fiabesca, quasi irreale ed intoccabile affronta un tema molto serio che è la dipendenza, qualsiasi tipo di dipendenza, anche quella psicologica che spesso, come per la protagonista, può portare anche al risultato di profonda solitudine, di ricerca di un mondo proprio dove rifugiarsi per sentirsi al riparo. Non ci si accontenta dei momenti di felicità, nemmeno improvvisa, perché si cerca sempre ciò che non si ha. Alice e il Blu ha trionfato come miglior canzone al Velvet Music Awards anche se i risultati di vendita non sono stati propriamente esaltanti rispetto a molti singoli della cantante che hanno raggiunto almeno il disco d’oro.
La frase:Manca sempre un minuto a un sorriso infinito

Annalisa

Dr. Linvingstone – Al Centro Del Mondo ( 1999 )

Dopo aver conquistato, mediante un passaggio a Sanremo giovani, la possibilità di gareggiare come nuova proposta al primissimo Festival della Canzone Italiana targato Fabio Fazio, i numerosi Dr.Livingstone calcano la scena dell’Ariston con questa Al Centro Del Mondo. La band è molto attesa per l’occasione, grazie al fatto che il brano grazie alla quale si erano qualificati per il Festival, Oggi, aveva ottenuto una buonissima accoglienza radiofonica, piuttosto rara per una nuova band. A Sanremo i Dr Livingstone saranno diretti da Madaski impelagato a doppia mandata anche nella loro produzione; ciò nonostante Al Centro Del Mondo, pur molto radiofonica e di grandissimo impatto elettronico, nonché giusta per dimostrare le possibilità interpretative della vocalist Anna Basso, si qualifica solo penultima, complice un audio del brano sul palco non certo perfetto, che diede tra l’altro non poche difficoltà alla voce. Per l’occasione è proprio l’autore, Andrea Bove, musicista della band nonché marito della succitata vocalist a raccontarmi per voi un succosissimo aneddoto, di quelli che per chi è curioso dei dietro le quinte, non potrà che essere letto tutto d’un fiato:

Quel che ricordo di quel periodo è un gran bailamme. A dispetto dei dieci anni di gavetta, durante la quale eravamo passati dal fare le prove in un pollaio a registrare il disco a Londra (e per la Warner), tutto adesso stava avvenendo molto in fretta, non esclusa la missione Festival. A dire il vero, non avevamo mai pensato che il Festival di Sanremo fosse il posto giusto per la nostra musica: i nostri riferimenti musicali (Portishead, Massive Attack, Tricky) erano davvero distanti dall’estetica della manifestazione canzonettara. Tuttavia c’è anche da dire che in quegli anni, durante la gestione Fazio, le scelte degli organizzatori di Sanremo si facevano più audaci, per cui finimmo nel calderone anche noi. Fu la scelta giusta? Posso solo assicurare che non ci ponemmo il problema, ed anzi, vivemmo quella possibilità come un’occasione meravigliosa ed un’ ulteriore tappa di crescita. Nell’album che avevamo registrato c’erano due canzoni nettamente più “pop” delle altre (a parte la cover di Polvere): Oggi – che era già uscita come primo singolo – e Al Centro del Mondo, che sarebbe stato il secondo. La scelta fu obbligata. Tuttavia, i discografici non erano convinti della versione già registrata a Londra: troppe asperità nell’arrangiamento, a loro dire, per cui sarebbe stata necessaria registrarne una nuova versione, più levigata. La realizzammo durante le vacanze natalizie con Roberto Vernetti (già produttore del resto dell’album). C’era fretta. Ricordo interminabili brainstorming per cercare soluzioni di arrangiamento diverse dall’originale, con tutta la banda accampata a casa mia e di Anna per giorni. Venne fuori la versione che poi suonammo al Festival, con il suono del sax sostituito da una sorta di flauto andino campionato (e cmq eseguito da Corrado con un breath controller) e con uno strumentale di archi molto suggestivo (scritto apposta per utilizzare appieno l’orchestra di Sanremo) che prendeva spunto dallo strumentale di Frozen, un pezzo di Madonna uscito mesi prima. Per dirla tutta, ne uscì una versione in un certo senso “edulcorata” e confesso che non fu facile accettarla, per noi. La settimana del Festival, potrà apparire ridicolo dirlo, fu tra le più stancanti della nostra vita. Certo, albergo e ristoranti erano da pascià (almeno in relazione ai nostri parametri), ma poi mattine e pomeriggi a correre da una radio a un’ altra, da una televisione a un’ altra, da un giornale a un altro. Passando ovviamente spesso da trucco e parrucco. Come sa chi ci è stato, Sanremo in quella settimana diventa un luogo fuori dal mondo, dove vivi con l’idea che – letteralmente – potrebbe esplodere una guerra atomica e non te ne accorgeresti. O, se te ne accorgessi, non ti fregherebbe molto, perchè quello che intanto accade lì – a Sanremo – è molto più importante. La sera pubbliche relazioni e vita notturna. La mattina sonno e corse, il pomeriggio affanno e corse. Il tutto cercando di essere lucidi. E tutto anche piuttosto ridicolo. Ricordo una camminata ufficiale sulla passerella antistante il teatro, circondati da telecamere e fotografi, con la gente che ci chiedeva l’autografo e dopo ci chiedeva chi fossimo. Paradossalmente, l’aspetto più trascurato fu quello musicale. Ci diedero due smozzicate decine di minuti in una settimana, per fare le prove sul palco. Questo, per noi che costruivamo tutto sull’ attitudine live, si rivelò poi decisivo, con Anna che durante le esibizioni patì per gli ascolti non calibrati bene. Una delle due prove, tra l’altro, fu minata da un diverbio tra Anna e il primo violino, che aveva letto una nostra intervista in cui lei parlava male dell’orchestra (un clamoroso refuso che la angosciò), quando in realtà noi andavamo dicendo a tutti che suonare con un’orchestra d’archi era sempre stato il nostro sogno (un po’ come fecero i Portishead nel concerto di Roseland a New York, per intenderci). Insomma, non eravamo nessuno e il gossip già ci annoverava tra le vittime. In sintesi, per tagliar corto, non fu una grande prestazione artistica, la nostra. C’è anche da dire che la canzone, Al Centro del Mondo, poteva anche sembrare il parto di un gruppo di esaltati ragazzotti autoincensantisi (con quei “rifletto, trasmetto, risplendo” cantati a gran voce), mentre in realtà era stata scritta come metafora di internet (all’epoca agli inizi della sua rivoluzionaria diffusione) e del fatto che ogni suo nodo virtuale era in grado di renderti letteralmente al centro del mondo, da qualsiasi punto del pianeta tu ti ci connettessi. Tant’è, fu uno delle incomprensioni di quei mesi. Incomprensioni che furono il frutto del paradosso che nel Festival della Canzone era davvero difficile parlare di musica.

Di Al Centro Del Mondo non fu girato alcun video, per cui vi si riporta qui proprio l’esecuzione finale al Festival di Sanremo. Intanto, da critico, vi consiglio di riscoprire il loro album, a cui questo pezzo dava il titolo, perché davvero un bell’insieme di suoni che ancor oggi risulterebbero attualissimi.. e son passati 20 anni quasi!
La frase:Navigo antiche correnti, riflussi vitali, supero limiti ignoti e trasmetto segnali

Dr. Livingstone

 

 

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica